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04 marzo 2009

'Il matrimonio e la famiglia' di Shriman Matsyavatara Prabhu.

Famiglia, matrimonio, figli rappresentano un'unica realtà, costituita da elementi da considerarsi nel loro complesso come inscindibili, se non a costo di gravi errori e conseguenti significativi disagi e sofferenze. Intendiamo spiegare questa complessa realtà secondo gli Shastra o testi del pensiero psicologico e filosofico indovedico e secondo gli insegnamenti e le realizzazioni di vita dei Maestri di tale Tradizione, tenendo di conto che viviamo in un’epoca purtroppo molto inquinata da condizionamenti culturali, sociologici e psicologici. Non è facile sottrarsi alla pressione che essi esercitano, permeando ogni sfera del nostro vivere quotidiano e rafforzando a volte nostre tendenze antiche e malsane abitudini contratte a seguito di errori e di cattive impostazioni nel rapportarci a noi stessi e agli altri. Intendendo valutare alcune caratteristiche determinanti che si consiglia di ben valutare per chi desidera intraprendere la vita matrimoniale, il primo elemento fondamentale da prendere in considerazione è il grado di responsabilità della persona che si pensa come futuro coniuge; una responsabilità ovviamente da misurarsi non soltanto a parole ma soprattutto nella realtà dei fatti e nella storia della vita personale del soggetto. Il livello e la qualità della responsabilità che si è in grado di assumere e mantenere nel tempo sono essenziali per ritenersi idonei al matrimonio. Matrimonio significa prole e prole implica educazione, dunque un intenso, complesso e lungo impegno, che nella società di oggi dura come minimo 30 anni di cure assidue dedicate ai figli. Prendere decisioni impulsive, sulla spinta di passioni non sufficientemente elaborate, e indulgere nella cattiva abitudine di accettare e rifiutare – senza opportuna previa valutazione - la persona del coniuge, non è certa una mentalità che si confà a chi desidera vivere nel benessere, il che implica necessariamente "essere – bene". Il matrimonio richiede fedeltà, che non è una qualità secondaria ma fondamentale, sia nell’uomo che nella donna. La scelta dello sposo o della sposa dovrebbe essere per la vita. Certo si deve prevedere anche il caso di una donna o di un uomo che si separino dal proprio coniuge e si risposino con un'altra persona, ma ciò non dovrebbe essere un fenomeno diffuso - come invece purtroppo avviene oggi - quanto piuttosto un episodio raro, un'eccezione sulla base di motivazioni veramente serie, non certo per superficialità, instabilità di carattere, vulnerabilità o fragilità affettiva, o per una colpevole negligenza nella fase di valutazione e scelta del coniuge. Fintanto infatti che la mente non viene educata ad un'approfondita analisi e continua ad essere trasportata dagli impulsi che s'impongono alla coscienza, non farà altro che perpetrare l'errore muovendosi acriticamente da un oggetto del desiderio ad un altro e ad un altro ancora. Coloro che hanno tali tendenze e conformazioni caratteriali certo non hanno la maturità sufficiente per intraprendere una vita matrimoniale. La castità è un valore essenziale per il matrimonio, ed è un dovere sia per la moglie che per il marito, ma la castità viene ridicolizzata da coloro che credono che questa dimensione sensibile sia l’unica esistente. Tanti oggi pensano che chi crede ancora nella castità sia vittima di inibizioni o che abbia subito un lavaggio del cervello. Ma chi davvero avrà subito questo lavaggio del cervello? Chi pensa che la vita sia limitata ai bisogni del corpo e che difende il motto: "chi può se la goda", oppure chi crede in una vita dedicata allo sviluppo della persona nel suo complesso, sul piano fisico, psichico e spirituale? Chi sceglie quest'ultima via s'impegna in una disciplina che non è repressiva, che non nega la soddisfazione dei desideri primari assurgendo a castigo paranoico, ma li trasforma e li sublima fino a renderli propedeutici a tappe evolutive ulteriori. Il bisogno di affetto deve essere assolutamente soddisfatto, così come il bisogno di amare ed essere amati, ma per soddisfarli veramente occorre capire qual è la modalità migliore, più idonea e benefica. Se uno mi parlasse di una disciplina di vita che include la rinuncia all’amare e all’amore, definirei quella cosiddetta disciplina una sorta di attacco terroristico, poiché uccide l'essenza stessa della persona; essa sarebbe di fatto insostenibile, come se ci obbligassero ad una dieta che prevede la completa astensione dal cibo. Scambiare affetto è essenziale sul piano psicologico, così come amare è prerogativa irrinunciabile sul piano spirituale. Ma per riuscire davvero ad amare occorre scoprire l'autentico significato di Amore, che non può essere disgiunto dalla consapevolezza dell'esistenza di un Ordine cosmo-etico che regola la vita di tutte le creature, e per il quale vige la legge psicologica della reciprocità, per cui ogni azione che compiamo influenza la nostra coscienza e quel che facciamo agli altri ritorna inesorabilmente su di noi, nel bene e nel male, poiché l’inconscio – come un grande ed infallibile orecchio interno - registra ogni nostro movimento, fisico e mentale. Per questo le Upanishad affermano che comportandosi male si diventa male e si diventa bene se si agisce nel bene. Chi vive in modo frivolo le relazioni affettive e sentimentali danneggia prima di tutto se stesso e di conseguenza anche gli altri, poiché rovina ai suoi occhi e a quelli altrui i concetti di fedeltà, di lealtà e amore. Quando da tali relazioni nascono figli, si riversano su di loro confusione, instabilità emotiva e incapacità di amare e così il danno si estende e si moltiplica. Una famiglia dovrebbe formarsi non in maniera casuale, magari per rimediare al guaio di una gravidanza inaspettata o soltanto perché uno ha paura di rimanere solo. La famiglia dovrebbe essere una Missione che – se si sceglie di compierla – necessita di tutte le nostre migliori energie e di dedicarvi una parte consistente della nostra vita, considerando il matrimonio come strumento per migliorarsi, maturare ed evolvere affettivamente, psicologicamente e spiritualmente. Naturalmente non tutti hanno bisogno di vivere l'esperienza della famiglia per giungere alla realizzazione di se stessi: sposarsi non è un obbligo, bensì una scelta che va ben ponderata in base alle proprie esigenze interiori e caratteristiche caratteriali. Ripercorrendo la storia incontriamo vite luminose di spiritualisti che – avendo già maturato determinate comprensioni ed esperienze - hanno potuto percorrere con soddisfazione la via della rinuncia e che in quella via si sono realizzati. Viviamo in un mondo dove prevalgono comportamenti altamente scorretti, disecologici e patologici, dove si compiono oltraggi e nefandezze che purtroppo sono considerati legali, ma scuole e tradizioni nel corso della storia - che rappresentano vette di saggezza del pensiero e dell'animo umano – ci indicano orientamenti nobili da seguire per trasformare il nostro percorso nel mondo in un viaggio evolutivo verso la liberazione dai condizionamenti e lo sviluppo di Conoscenza autentica e autentico Amore. Gli insegnamenti psicologici e spirituali dei Maestri della tradizione Indo-vedica veicolano non soltanto concetti e modelli di pensiero sani, ma anche e soprattutto esempi concreti di comportamenti evolutivi, che sono come fari in grado di illuminare l'agire dell'uomo nel mondo, nella vita affettiva-sentimentale, in quella professionale e in ogni altra sfera dell'esistenza. Come purtroppo confermano innumerevoli esperienze cliniche, ci sono famiglie patologiche, psicotiche, distruttrici di ideali e valori. Un padre padrone, ad esempio, può bloccare con la sua violenza l’evoluzione di un figlio per decenni, così come un genitore perditempo, irresponsabile e neghittoso può ingenerare questa stessa mentalità negativa nella prole, producendo effetti rovinosi che potranno essere smaltiti a costo di tanti sforzi, tempo e sofferenze. Dunque è indispensabile un'accurata educazione prima di lanciarsi in un’impresa familiare. Oggi sposarsi e divorziare è diventato assai frequente, ma non per questo dovete sottovalutarne la pericolosità. In realtà ciò è il segno di una società votata al degrado. Della società moderna possiamo certamente apprezzare alcuni aspetti, ma è altresì indispensabile rilevarne le macchie, le incongruenze, i paradossi, gli abusi, come quello di considerare l'aborto un diritto civile quando assolutamente non lo è, soprattutto per il bambino che viene privato del diritto di vivere. Occorre un'educazione per potersi sposare e vivere una vita matrimoniale, e soprattutto per poterlo fare con successo, quello vero, duraturo e propedeutico all'armonizzazione e allo sviluppo della personalità, propria e altrui. Una donna dovrebbe essere accuratamente educata per diventare sposa e madre e così un uomo per diventare un marito, responsabile e capace di espletare bene il suo ruolo nel dare sostegno e guida alla moglie e ai figli. Oggi non ci sono o sono alquanto rare le scuole che insegnano a far ciò. Non c'è sufficiente cultura su questo tema e soprattutto non ci sono modelli o esempi viventi che sappiano ispirare ad un corretto modo di pensare e agire nella scelta e nella cura delle relazioni affettive, o perlomeno questi modelli sono purtroppo tremendamente rari. Come si è detto in precedenza, il matrimonio non è semplicemente la scelta di un compagno o di una compagna; è la scelta di uno sposo e di una sposa per la formazione di un nucleo familiare. Matrimonio implica procreare e procreare implica educare nella consapevolezza delle leggi psico-spirituali che permeano l'universo e la vita di ogni essere. Educare significa amare continuamente, affinché i figli possano conseguire nella loro esistenza risultati costruttivi ed evolutivi, contribuendo a loro volta nella società alla diffusione di un messaggio di Luce e di Amore. Mai nessun gesto dei genitori dovrebbe essere avulso dall’amore, dal desiderio di correggere e attrarre verso la perfezione. Il ceffone dato in stato di collera è fortemente diseducativo, tanto che chi subisce tali modalità viene danneggiato a sua volta nella capacità di essere un futuro buon educatore. I figli sono parte integrante del matrimonio; sposarsi con l'intenzione di non averne non è assolutamente consigliabile. Canakya Pandita spiegava che un matrimonio senza figli è un deserto. I figli infatti sono essenziali per rafforzare l'unione della coppia attorno ad un fine nobile che è appunto quello di dare educazione e valori alla prole, e ciò permette di portare il bisogno di amare ed essere amati su di un piano più elevato rispetto a quello dell'attrazione meramente sensuale o passionale che, se non superata e sublimata per accedere ad un sentimento più profondo, diventa causa di ansietà, contrasti e instabilità nella relazione. Una madre con un figlio stretto al petto soddisfa quasi completamente la sua affettività, in modo assai costruttivo ed evolutivo, e lo stesso vale per un padre che si prende cura dei figli, cercando di assicurare protezione, rifugio e affetto a tutta la famiglia. L'educazione da provvedere ai figli dovrebbe essere per aiutarli a difendersi nella vita dalle trappole dei tanti ingannatori e soprattutto per favorire la loro evoluzione etica e spirituale. In ogni caso la più grande educazione è quella che si dà non a parole ma con l’esempio personale. Non è necessario che i figli sappiamo teoricamente che i genitori hanno studiato insegnamenti di valore, ma li devono vedere applicati nelle loro vite. Un vero genitore non deve essere soltanto un generatore del corpo del figlio ma anche un generatore della sua coscienza: dovrebbe ispirare, educare, proteggere. Come spiega Rishabhadeva ai suoi figli: che non si diventi padre, madre o maestro spirituale se non si è in grado di liberare dalla sofferenza dell'esistenza condizionata le persone cui si deve provvedere. Non si può imporre la nostra volontà sugli altri, ma si può e si deve offrire un modello di cui essere fieri. Naturalmente la famiglia richiede anche la capacità di fare un progetto economico che sia valido e capace di assolvere a tutti i bisogni di ordine materiale, che non sono gli unici né i più importanti ma che altresì non possono essere disattesi. Se uno vive da solo, quando ha provveduto a se stesso non ha nessun obbligo nei confronti della società, ma quando una persona ha famiglia e procrea non può operare con la stessa logica, ed è importante tenere in considerazione che chi ha vissuto per tanti anni in quel modo non così facilmente è in grado di accedere ad un altro tipo di mentalità. Per capire se si veramente adatti l’uno per l’altra occorre una verifica e valutazione di anni, ovviamente non da sposati ma nell'ambito di un necessario periodo di osservazione e prova. E' fondamentale realizzare la differenza sostanziale tra complementarietà e affinità elettiva. Il coniuge non è una soltanto una spalla o un rimedio alla solitudine, e ovviamente non è una delle tante amicizie. E' una persona con la quale dovremmo intessere una vita di comunione, fondata sulla condivisione seria e profonda di valori ideali. Oggi la società premia un modo irresponsabile di costituire coppie e famiglie, ma quale società troveranno i nostri figli? Quale mondo stiamo costruendo? Viene esaltato il principio edonistico della mera gratificazione egoistica e di pari passo vengono penalizzati quello della giustizia e della vera libertà. Vengono così legalizzati abusi e oltraggi, ma quel che è legale non sempre è anche giusto. Se pensate ad una persona ritenendo che potrebbe essere il vostro coniuge, studiatela e osservatela attentamente, e soprattutto provate a vederla come il padre o la madre dei vostri figli. La vedete attiva, proattiva, responsabile, capace di impartire educazione con buoni insegnamenti e soprattutto con un buon esempio? Ritenete che con l'aiuto di questa persona possiate risolvere le crisi della vita come ad esempio difficoltà economiche o problemi di salute, o invece la considerate poco adatta, poco consapevole, tendente a sfuggire alle responsabilità piuttosto che ad affrontarle con coraggio e maturità? Siate ben consapevoli delle difficoltà che provengono da un coniuge autoritario, da un padre padrone, o da un marito o da una moglie morbosamente gelosi che vedono rivali e pericoli ovunque. È pur vero che pericoli ci sono per uno sposo o una sposa giovani, ma occorre sviluppare un certo livello di maturità che ci permetta di evitare i pericoli senza diventare paranoici. Donne e uomini che hanno vissuto con modalità etiche dubbie o con uno scarso livello di responsabilità debbono modificare tali attitudini e aspetti del carattere migliorandosi con un congruo anticipo, non certo quando la decisione del matrimonio è già stata presa. L’educazione alla formazione di una famiglia deve necessariamente includere considerazioni di questa natura, e molte altre che potremmo fare in un'analisi più accurata. La famiglia può essere un ottimo strumento per la nostra evoluzione, ma deve essere una famiglia fondata su princìpi sani, che tengano di conto delle istanze più profonde e spirituali dell'essere e dello scopo della vita umana oltre i bisogni di ordine mondano. Se poi una persona non si pone un fine evolutivo, trascendente, allora in privato può fare quello che vuole, può anche cambiare partners ogni sei mesi se tutto quello che desidera ottenere dalla vita è una soddisfazione egoica temporanea, ma ricordate che il numero dei suicidi sta aumentando a dismisura in chi coltiva questo tipo di mentalità. Sono le battaglie che abbiamo vinto per il vero bene nostro e altrui che ci danno forza, fiducia in noi stessi, profonda e duratura soddisfazione, non quelle a cui abbiamo rinunciato per egoismo o avidità. Dobbiamo tener fede a valori elevati e con tenacia e lungimiranza superare ogni difficoltà. Se invece uno cede alle debolezze proprie e altrui rinforza la malsana opinione: "non ce la posso fare... lo sapevo di non valere niente" e così - dopo essere stato un pessimo profeta – quel soggetto avvera la sua profezia disastrosa. La famiglia non è un obbligo, l'essere padri o madri non è indispensabile per evolvere; può essere infatti che una persona abbia già fatto questa esperienza nelle vite precedenti e sia giunta ad una consapevolezza che le permetta di impostare la sua vita e di crescere senza l'obbligo di assolvere a questo dovere sociale. Ma chi invece decide di farsi una famiglia dovrebbe prendersi questa responsabilità avendo bene in mente lo scopo per cui la famiglia esiste, che a dire il vero consiste proprio nell'esaurire il bisogno di famiglia. Lo scopo è infatti quello di liberarci progressivamente da dipendenze e bisogni esteriori, per sviluppare autonomia affettiva e spirituale, e perciò marito e moglie dovrebbero aiutarsi vicendevolmente affinché il loro legame si fondi sempre di più sulla gratitudine e stima reciproca, piuttosto che sulla dipendenza emotiva e psicologica. Questo non per reprimere l'amore, ma per far evolvere la nostra capacità di amare ed essere amati, estendendola progressivamente e rendendola sempre più universale. In effetti il bisogno di scambiare affetto e sentimenti appaganti non è garantito automaticamente sposando, ma sarà in proporzione a quanto saremo stati in grado di trasporlo e viverlo su di un piano sempre più consapevole ed evoluto. Una famiglia va consumata, e lo dico non in modo irrispettoso o svalutante per l'istituzione familiare in sé, ma intendendo con ciò che la sua funzione è di condurre a tappe ulteriori di maturità e realizzazione, come se fosse un vero e proprio sacrificio che porti crescenti saggezza, benessere e giovamento a tutti i membri del nucleo familiare. Pensate invece ai danni del tradimento e dell’infedeltà che riaccendono il fuoco della passione torbida e alimentano la dipendenza da nuovi partners e da fantasie che bloccano la propria ascesa etica e spirituale, e purtroppo anche quella dei propri figli. L'aspirazione a formarsi una famiglia - se si hanno le giuste motivazioni - è un desiderio nobile ed è una scelta che comporta responsabilità, così come del resto quella di percorrere una via di rinuncia: anche in questo caso occorre infatti assumersi responsabilità di coerenza, impegnandosi a maturare la capacità di dare e ricevere affettività e amore. La via della rinuncia non implica infatti una rinuncia ad amare, anzi: è una scelta che richiede imparare ad amare tutti nella consapevolezza della comune radice spirituale di ogni essere. Per concludere, gettiamo uno sguardo alla storia: prima delle ultime due o tre generazioni non c’era mai stato un momento in cui l’umanità non avesse modelli di valore cui riferirsi: l’eroe, il mistico, il gentiluomo, ecc. Adesso invece si opera per cancellare ogni riferimento eticamente nobile: impera il self-made man, l'uomo che si è fatto da solo e che poi si ritrova drogato, depresso, agitato da disistima, conflitti e insoddisfazioni e che a volte purtroppo finisce anche suicida. Chi è l’eroe della televisione? Il calciatore, la velina, il cantante che ha avuto successo, lo stilista imbottito di denaro, che ormai non può più sopravvivere senza alcool o perversioni sessuali. I giovani purtroppo vengono irretiti da questi falsi modelli, la cui vita sembra facile, ma quanta sofferenza, autocommiserazione e disperazione si nascondono dietro queste vite! L’apparenza inganna. Il vero successo è fatto di sforzi continui e seri tesi al raggiungimento di obiettivi costruttivi ed evolutivi. Chi vive con questa consapevolezza rimane attivo, produttivo e geniale anche con l'avanzare degli anni. Nella storia abbiamo casi emblematici, come quello di Goethe che scrisse o il Faust ad oltre ottant’anni o Jung che in tarda età compose la sua autobiografia "Ricordi, Sogni e Riflessioni", o anche saggi e maestri come Bhaktivedanta Svami Prabhupada che negli ultimi anni della loro vita hanno compiuto imprese meravigliose per il bene dell'umanità. Essere giovani o vecchi non dipende dalla nostra data di nascita: dipende dall’impostazione che diamo alla nostra vita, dalle priorità che scegliamo, dalla qualità delle nostre motivazioni e dalla dedizione con cui portiamo avanti gli obiettivi che ci siamo prefissi. Se si vive per sviluppare Saggezza e Amore, più passa il tempo più si ringiovanisce. Che ciascuno rifletta bene sulla natura e scopo del matrimonio e sulla scelta personale di sposarsi o meno, valutando le proprie attitudini e tendenze, perché quello che è bene per uno potrebbe essere per un altro un male o una complicazione dannosa. Entrambe le scelte, sia quella di sposarsi, sia quella di non sposarsi, sono in sé valide; sta a noi comprendere quale dovrebbe essere il nostro percorso e viverlo con coerenza.

07 febbraio 2009

'Centro Studi Bhaktivedanta: una via accademica verso la spiritualità' di Paramatma dasi.

L'incontro con il Maestro.
New Delhi, India, Agosto 1976. Marco Ferrini, giovane designer di arredamento di successo internazionale, entra nella stanza di Shrila Prabhupada nel tempio ISKCON che dà sulla Mahatma Gandhi Road, per l'incontro della sua vita. 'Sfortunatamente la società moderna non è dalla parte di Dio' - gli dice Prabhupada, - ecco perché non può andare verso la felicità, ma anzi, si sta dirigendo verso la sconfitta!…Non sprecare il tuo tempo. Sei una persona di talento. Sai da dove viene il talento? Qual è la sua sorgente, a chi appartiene? E' proprietà di Dio, proprio come tutto ciò che esiste, inclusi i frutti del tuo lavoro. Hai un'unica responsabilità: servire Krishna con i tuoi talenti; lo scopo della vita è conoscere Krishna e ciò si può ottenere solo servendoLo con amore e devozione. Quando torni a casa canta Hare Krishna, studia la Bhagavad-gita e parla di Krishna a chiunque incontri; Krishna ti proteggerà, non temere'. Marco prende a cuore queste esortazioni. Racconta alla propria famiglia dell'incontro con Shrila Prabhupada e sia la fidanzata che i genitori accettano la via della coscienza di Krishna. Ben presto comincia a servire la Missione di Shrila Prabhupada prendendosi cura di aspetti legali ed economici nel Movimento ISKCON in Italia ed organizza numerosi programmi mirati alla diffusione nella società dei valori vaishnava. Nel Maggio del 1977, per Nrsimha-Caturdashi, Marco e sua moglie Marisa ricevono la prima iniziazione da Shrila Prabhupada, con i nomi di Matsyavatara das e Manupatni devi dasi. Dopo tanti anni di servizio dedicato in una gran varietà di settori, Matsyavatara Prabhu realizza su che cosa deve concentrarsi nel proprio servizio a Shrila Prabhupada: 'Sono passati quindici anni da quando ho incontrato Prabhupada per la prima volta - scrive Matsyavatara Prabhu. Ho meditato profondamente sui Suoi insegnamenti e mi convinco sempre più che il canale culturale e l'insegnamento sono mezzi importanti per la diffusione della filosofia di Shri Caitanya e della tradizione vedica e Gaudiya Vaishnava in Occidente. Il mio obiettivo è quello di introdurre la letteratura Vedica nelle Università e in altre importanti istituzioni culturali'.

Entrate nelle Università.
Shrila Prabhupada desiderava fortemente che i valori eterni del Vaishnavismo giungessero nelle istituzioni culturali:
Krishna afferma nella Bhagavad-gita: 'Qualsiasi azione compia una persona importante, gli altri la seguono'. Shrila Prabhupada era consapevole che se le persone che occupano posti di rilievo nella società avessero accettato e praticato il bhakti-yoga, molti altri avrebbero seguito il loro esempio. Prabhupada incontrava personalmente professori e studenti e ad alcuni dei suoi discepoli insegnava come sviluppare programmi accademici: 'Mi sta particolarmente a cuore il vostro programma per gli studenti universitari. Sono intelligenti e desiderosi di cogliere la conoscenza più elevata, quindi cercate di prendervene cura e di stimolarli gradualmente verso la Coscienza di Dio'. Prabhupada sottolineava spesso l'importanza di accedere agli ambienti colti per introdurvi i contenuti di portata universale delle opere vedico-vaishnava; conosceva il potenziale degli studenti e desiderava che alcuni dei Suoi discepoli andassero nelle Università e nelle scuole ovunque fosse possibile e facessero del loro meglio per trasmettere la saggezza vedica e la devozione vaishnava a persone pronte a riceverle.

Centro Studi Bhaktivedanta.
Il Centro Studi Bhaktivedanta di Storia e Filosofia Vaishnava è uno strumento appositamente creato per presentare la letteratura vedico-vaishnava in ambito accademico. Ufficialmente fondato nel 1996 da Matsyavatara Prabhu, grazie anche all'incoraggiamento di S.S. Hridayananda Gosvami ed altri confratelli, è infatti un'Istituzione dedita allo studio e all'insegnamento della cultura antico-indiana. Associazione non-profit riconosciuta, tramite il proprio Dipartimento Accademico delle Scienze Tradizionali dell'India, opera prevalentemente in Istituzioni culturali ed è presente in numerose Università. Il sapere dell'India antica, che ha ispirato civiltà e studiosi di ogni tempo, con valori e contenuti di pratico utilizzo nella vita di tutti i giorni, è più che mai attuale. La Filosofia, la Psicologia, la Medicina Ayurvedica e le discipline Yoga della tradizione antico-indiana, integrano le conoscenze provenienti dalla moderna ricerca scientifica. Scopo del Centro Studi è quello di rendere disponibile al vasto pubblico questa eredità culturale, che trascende epoche storiche e limiti geografici, utilizzando anche le più recenti modalità pedagogiche. Il CSB collabora con Istituti, Università e singoli ricercatori, in Italia e all'estero. Organizza Conferenze, Seminari residenziali a tema e Seminari E.C.M. (Educazione Continua in Medicina) accreditati dal Ministero della Salute. Corsi del CSB tenuti presso Università sono stati riconosciuti dal Provveditorato agli Studi per l'aggiornamento di docenti di ogni ordine e grado. Le Conferenze sono eventi pubblici ad ingresso gratuito. Si svolgono in varie città d'Italia e offrono a centinaia di persone l'opportunità di un primo contatto con la saggezza dell'India. I Seminari residenziali, della durata variabile da 1 a 7 giorni, sono a numero chiuso e consentono di approfondire le tematiche introdotte dalle Conferenze. Durante questo tipo di esperienza, i partecipanti condividono, in un'atmosfera raccolta e stimolante, insegnamenti, pratiche e riflessioni personali. I Seminari rivolti a medici e operatori sanitari sono aperti anche alla partecipazione di pubblico non specialistico e affrontano tematiche varie alla luce della Tradizione antico-indiana, ricca di principi per mantenere e ripristinare la salute fisica, psichica e spirituale. Ha ricevuto notevole riscontro nell'ambito di questi programmi, la Psicologia dell'Assistenza ai Malati Terminali e ai loro familiari, che prevede un'analisi approfondita dell'evento morte nel percorso di ogni esistenza individuale. Il CSB produce materiale didattico: Dispense, Libri di testo, Audiocassette, CD, saggi ed articoli, che trattano tematiche inerenti Filosofia, Scienza, Arte e Religione dell'India antica. Il Dipartimento Accademico del CSB mette a disposizione Corsi a vari livelli, per approfondire la conoscenza e l'utilizzo pratico del sapere vedico e conseguire qualifiche e titoli universitari, quali Master e Dr. Ph.D.. Coniugando la sapienza millenaria della tradizione indiana con un linguaggio e una metodologia adatti alle persone e alle problematiche di oggi, il CSB si interfaccia con varie realtà socio-culturali, aprendo un dialogo tra discipline occidentali ed orientali, con l'obiettivo di offrire un approccio olistico alla conoscenza e sviluppare il potenziale umano. 'Sin dall'inizio persone sincere e volonterose hanno offerto il loro contributo per portare avanti le varie responsabilità - spiega Matsyavatara Prabhu. Impegnando questi devoti in numerosi servizi, li ho gradualmente educati, sostenendoli anche in momenti decisivi in cui facevano scelte importanti nella loro vita. Molti di loro, colti e ben situati nella società, hanno dato un valido aiuto. Questi collaboratori, alcuni oggi discepoli, altri studenti, vivono nelle proprie case e mi assistono in questo progetto culturale. Questi giovani, verso i quali mi sento molto grato, sono la nostra grande speranza'. Scopo del Centro Studi Bhaktivedanta (CSB) è anche quello di aiutare i devoti ad acquisire le qualifiche accademiche per diventare, a loro volta, ricercatori ed educatori in rispettabili istituzioni. "La mia speranza - dice Matsyavatara Prabhu - è che questi ragazzi diventino punti di riferimento per coloro che desiderano acquisire e sviluppare una conoscenza profonda della tradizione Vedico-Vaishnava. I tempi sono maturi per un'integrazione culturale fra Oriente e Occidente. Per circa due secoli - continua Matsyavatara Prabhu - e soprattutto in Occidente, i Veda sono stati commentati da una categoria di eruditi la cui formazione, intrisa di pregiudizi tipicamente eurocentrici, portava ad interpretazioni poco parziali di questi testi. Oggi, a seguito di mutamenti politici e socio-culturali mondiali, i ricercatori e gli studiosi sono più aperti, più pronti ad accettare un dialogo e a riconsiderare i contenuti della cultura vedica, che in molti casi anticipano di millenni le scoperte della più recente ricerca scientifica.

Testimonianze.
Sono molte le persone, fra le migliaia che frequentano i programmi del Centro Studi, a ringraziare in modo autentico, con lettere e parole, per quello che ricevono da Matsyavatara Prabhu e dal suo staff e per come insegnamenti e pratiche influiscono positivamente nella loro vita. Anche a livello pubblico ed istituzionale sono giunte e giungono testimonianze che denotano stima e apprezzamento per l'opera che il CSB porta avanti. Matsyavatara Prabhu ha tenuto Corsi sul pensiero filosofico indovedico nella Facoltà senese di Lettere e Filosofia ininterrottamente per un quinquennio. Tiene conferenze e Corsi in Atenei ed Istituti culturali di prestigio, quali La Sapienza di Roma, La Statale di Milano, le Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa e Trento, la Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna, l'Istituto di Cultura Germanica di Bologna, l'Istituto superiore di Scienze Sociali Rezzara di Vicenza, l'Istituto superiore di Teologia di Verona e numerosi altri. I Corsi tenuti da Matsyavatara Prabhu nella prestigiosa Università di Siena presso la Facoltà di Lettere e Filosofia hanno avuto notevole successo, sia fra gli studenti che fra i docenti, i quali ad ogni appuntamento affollavano l'aula magna e faticavano ad andarsene anche quando le due ore di lezione si erano ormai esaurite da un pezzo. Il Preside della Facoltà, riferendosi al ciclo di lezioni sulle Upanishad vediche, ha ringraziato personalmente con una lettera significativa, che si conclude così: 'Frutto della collaborazione tra la Facoltà e il Centro Studi Bhaktivedanta di Storia e Filosofia Vaishnava, tale Corso ha dato ottimi risultati, con piena soddisfazione della Facoltà'. Con parole del tutto simili si esprime sempre in una lettera il docente di Filosofia delle Religioni: 'Il Corso si è rivelato di notevole suggestione ed ha riscosso un grande successo presso i partecipanti, suscitando intense e coinvolgenti discussioni, richieste di approfondimento e qualificati interventi'. Un'altra importante collaborazione del CSB è quella con il Ministero della Salute, per il quale il Centro Studi ha già tenuto diversi seminari ECM sul tema Psicologia per l'assistenza ai malati terminali e ai loro familiari. L'ultimo evento di questa serie si è svolto lo scorso 13 dicembre a Milano ed ha avuto particolare rilevanza, in quanto ha ottenuto il patrocinio dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia e si è tenuto presso la loro sede. Oltre a numerosi psicologi, hanno preso parte all'evento psico-oncologi, tanatologi, fisioterapisti, infermieri, insegnanti e persone che hanno comunque sentito l'esigenza di acquisire una preparazione in tale ambito, per loro e per il contesto sociale e professionale in cui operano. Ecco cosa scrive in proposito Barbara Volpi, giornalista che ha partecipato al seminario: C'e un'enorme differenza tra dogmatismo e Conoscenza, come esiste un abisso tra il sermoneggiare e il Comunicare. La prima sensazione avuta nell'ascoltare il Prof. Marco Ferrini (premetto che era la prima volta che l'incontravo) è stata quella di trovarmi davanti a qualcuno la cui Conoscenza viene molto da lontano e la cui capacità di Comunicare non si esplica in mere parole, quanto nella capacità di toccare profondamente l'Anima di chi gli sta di fronte. Le tematiche trattate (la malattia terminale, il trapasso) sono di per sé delicate e presuppongono apertura di cuore e libertà di pensiero, poiché riguardano tabù ancora culturalmente radicati nella nostra civiltà. Essendo da più di quindici anni insegnante di Yoga ed essendomi imbattuta personalmente in alcune delle esperienze sopra citate, molte delle argomentazioni prese in considerazione non erano per me nuove ma, devo ammettere, mai in vita mia le avevo sentite esposte in modo così completo, sentito, esaustivo. Mi ha stupito la perfetta armonizzazione tra visione Occidentale e Orientale, integrazione che mai avevo trovato nel mio breve viaggio di ricerca. Ringrazio ancora il Prof. Ferrini per aver risvegliato in me la voglia di rimettermi in cammino in un momento in cui non riuscivo più a trovare l'attitudine giusta. Personalmente non credo alla definitività delle risposte ma la definitività della ricerca è, come il moto, il sapore della vita. Così, gli insegnamenti di Shrila Prabhupada e la visione di Shri Caitanya approdano con successo in alcuni degli odierni 'templi del sapere' e soprattutto fanno breccia nel cuore di molte persone, sinceramente alla ricerca dell'antica sapienza, le quali trasformano le loro vite e nei casi più fortunati, già numerosi, fanno propri i valori della tradizione vedico-vaishnava. 'Oggi - dice Matsyavatara Prabhu - c'è la possibilità di operare una sintesi tra saggezza ed esperienza orientali ed occidentali. Pubblicazioni scientifico-accademiche e Facoltà universitarie sono ormai i naturali interlocutori di chi ricerca la conoscenza. Storia, filosofia, psicologia, scienza, sociologia, arte e religione sono fondamentali per la diffusione della cultura, in quanto contribuiscono a fornire nozioni basilari e dati concreti per esaminare e comprendere i fenomeni della vita. Una solida base culturale è importante e necessaria, non solo per le persone in generale, ma anche e soprattutto per chi intraprende una via di ricerca spirituale, in particolar modo se vive in Occidente e desidera operare all'interno della società. Sebbene le funzioni logico-razionali abbiano i loro limiti, possiamo trarne il massimo vantaggio per comprendere più a fondo ciò che facciamo e perché, e strutturare così una base solida su cui la sfera emotiva può trovare fondamento e supporto e cui la persona può fare appello per superare i momenti di crisi'.

Bhaktiseva ai Vaishnava.
Il CSB nasce dall'esigenza di sviluppare una relazione costruttiva tra l'esperienza Gaudiya Vaishnava e la società nella quale viviamo, desiderando ricucire lo strappo creatosi tra le spiegazioni scientifiche e quelle teologiche sulla vita e sull'universo. 'Questo progetto accademico vuole prima di tutto essere un servizio ai Vaishnava - spiega Matsyavatara Prabhu. E' particolarmente importante guidare e sostenere i giovani devoti con empatia in tutti gli eventi cruciali che la loro conversione comporta e durante i loro sforzi nella sadhana e per l'integrazione sociale. Ciò significa offrire loro, per un periodo di tempo sufficientemente lungo, l'orientamento globale che il trasferimento da una cultura all'altra richiede, finché hanno completato una rinascita culturale su nuove basi spirituali'.

Le persone del Progetto.
Alcuni di noi sono spiritualmente nati e cresciuti con il CSB. Specialmente quelli fra noi che hanno incontrato Shrila Gurudeva Matsyavatara Prabhu come giovani studenti, avrebbero potuto avvicinare il Vaishnavismo solo grazie alla prospettiva culturale con la quale egli ce lo ha presentato. Per la nostra impostazione, infatti, ci sarebbe risultato alquanto difficile accettare i valori e i princìpi della scienza della bhakti vaishnava in un modo diverso. La spiegazione di verità fisiche, metafisiche e spirituali attraverso un linguaggio scientifico, ha soddisfatto il nostro taglio intellettuale ed è arrivata fino al cuore. E' in particolare per persone come eravamo noi, altrimenti senza speranza, che il CSB è stato fondato, persone per le quali risulta necessaria una serie di preliminari socio-culturali, grazie ai quali possano essere gradualmente preparate ed educate alla comprensione prima e all'accettazione poi di certe realtà. Tali preliminari debbono necessariamente affondare le loro radici nel contesto in cui si parla e nel background dei nostri interlocutori, i quali per non perdersi o per non rifiutare a priori quello che desideriamo offrire loro, necessitano canali, linguaggi e modalità che si confacciano alla loro realtà. I devoti del CSB provengono da esperienze diverse, sia accademiche che professionali. La maggior parte di loro, sostenendosi con i frutti della propria professione, contribuisce alle attività del Centro Studi in uno spirito di volontariato, presupposto indispensabile per lo sviluppo della bhakti. Collaborando sulla base di 'love and trust', mettono a disposizione del progetto competenze peculiari e risorse, contribuendo alla diffusione della Coscienza di Krishna nella società, anche attraverso il loro personale esempio di vita.

Seminari.
I seminari del CSB sono eventi stimolanti sia culturalmente che spiritualmente. Oltre a quelli residenziali, molto frequenti e della durata massima di due giorni, quattro volte all'anno il Centro Studi Bhaktivedanta offre seminari di più ampio respiro: un'intensa settimana di sat-sanga a beneficio dei vaishnava e di tutti quei ricercatori spirituali interessati alla cultura dell'India antica. I partecipanti hanno la possibilità di apprezzare gli aspetti principali della sadhana-bhakti: mangala-arati, meditazione sui sacri mantra (Harinama-japa), lezioni sugli shastra, prasadam, teatro, musica, canti, ed altre espressioni della spiritualità vaishnava. Questi seminari, generalmente frequentati da un centinaio di persone, includono passeggiate e lezioni all'aperto in ambienti suggestivi e stimolanti per la ricerca spirituale, in montagna, al mare o comunque in luoghi caratterizzati da bellezze naturali. Per molti l'opportunità più ambita è quella degli incontri personali con Matsyavatara Prabhu, per esprimere, analizzare e risolvere problematiche anche contingenti ma inquadrate nella prospettiva spirituale. Le persone si sentono a loro agio; sentono che ci si prende cura di loro, e in un'atmosfera sattvica e gioiosa aprono cuore e mente, trasformando blocchi ed ansietà in luce, ispirazione e speranza. I devoti colgono l'occasione per rafforzare la sadhana e rinnovare le proprie motivazioni. Nell'arco di una sola settimana accade spesso che alcuni tra i nuovi partecipanti facciano loro principi, valori e pratiche della Coscienza di Krishna, e il commiato è per tutti sempre emozionalmente difficile.

Il Progetto nel Progetto.
Nell'anno 2000 il CSB ha fondato il Dipartimento Accademico delle Scienze Tradizionali dell'India, per consentire un approfondimento organico della cultura antico-indiana attraverso tre principali indirizzi di studio: Psicologia (con possibilità di un approfondimento in Ayurveda); Filosofia e Letteratura; Archeologia, Storia e Storia dell'Arte. Nella formulazione personalizzata del Piano di Studi, ogni Corsista può scegliere tra 57 materie attivate dal Dipartimento Accademico, che consentono di esplorare l'immenso campo di conoscenza offerto dalla civiltà dei Veda: un sapere pratico a vantaggio della crescita individuale e della vita sociale. Le materie riguardano temi di: psicologia, filosofia, etica, sociologia, religione, arte, storia, archeologia, e si basano sul pensiero delle scuole tradizionali indovediche, trattato con linguaggi, esempi e contesti della nostra attualità. Il Dipartimento Accademico opera in tutta Italia e i Corsisti provengono da differenti realtà sociali e professionali; i Corsi infatti sono utili per chiunque in quanto i loro contenuti permettono di:
- ampliare ed integrare la propria cultura;
- conseguire un titolo universitario in tempi brevi;
- apprendere in buona compagnia;
- recuperare e sviluppare le proprie risorse;
- ottimizzare il proprio riconoscimento sociale e professionale;
- migliorare la capacità di comunicare e di conseguenza le relazioni;
- accedere a livelli superiori di consapevolezza;
- innalzare la qualità della vita.
Questo sapere viene riconosciuto e valorizzato fino al più alto livello con qualifiche effettive: con i Corsi Base, Avanzato e Master, si riceve un Attestato dal Dipartimento Accademico del CSB, che certifica le competenze acquisite; i Corsi di Bachelor, Master e Doctorate si concludono con un Attestato rilasciato da College e Università non traditional statunitensi, con cui il Centro Studi Bhaktivedanta collabora. Bachelor, Master e Doctorate certificano il raggiungimento di traguardi di studio in una specifica area culturale. Si tratta di titoli accademici di diritto statunitense e i loro effetti sono da questo definiti; non sono equipollenti a titoli di studio di diritto italiano, ma consentono, a chi li consegue, di riconoscersi e di essere riconosciuto esperto in un preciso ambito del sapere (ad es. Ph.D., Dr. in Ayurvedic Psychology). Tali titoli confermano di fronte a tutti il possesso di una cultura che conferisce alto valore d'immagine, e di cui ogni datore di lavoro privato è impensabile non tenga conto, quindi anche praticamente utile. I Corsi, comodi e flessibili, sono pensati soprattutto per chi è professionalmente e socialmente impegnato; prevedono infatti uno studio autonomo, da casa propria, seppur assistito dai Docenti del Dipartimento Accademico. La partecipazione ai Seminari è facoltativa. Il numero delle materie varia secondo il livello di Corso: due nel Corso Base, pensato per chi desidera avvicinarsi allo studio della cultura antico-indiana; tre più un seminario nel Corso Avanzato, per acquisirne i fondamenti; sei più un seminario nel Corso Master, che consente un primo approfondimento di un'area specifica, con indirizzi in Psicologia dello Yoga; Psicologia dell'Ayurveda; Filosofia e Scienza; Letteratura; Lingue Tradizionali; Archeologia e Architettura ecologica (Vastu); Arte e Storia. Il Bachelor, primo dei tre livelli che consentono il conseguimento di un titolo universitario, prevede nove materie e due seminari. Il Master, corso di perfezionamento, prevede dodici materie e tre seminari. Il Doctorate infine consente di completare la conoscenza nell'ambito di studio prescelto e di ottenere il massimo riconoscimento accademico: l'Attestato di Doctorate e il titolo di Dr., Ph.D.; prevede quindici materie e quattro seminari. Si può partire da qualsiasi livello di Corso e le iscrizioni sono aperte tutto l'anno. Il materiale didattico fornito dal CSB, è principalmente costituito da Libri di testo e Audiocassette, caratterizzati da un linguaggio scorrevole e contenuti essenziali, che permettono di accedere con facilità e soddisfazione al cuore di ogni materia. I Testi, per la maggior parte frutto della lunga esperienza di Matsyavatara Prabhu, contestualizzano lo studio delle opere originali in una prospettiva culturale ampia, con riferimento al sapere d'Occidente. Le Audiocassette, supporto fondamentale per un apprendimento rapido ed integrato, sono registrazioni digitali di lezioni tenute da Matsyavatara Prabhu presso varie Università ed Istituti culturali, e dai vaishnava Docenti del Dipartimento Accademico. L'ascolto, da sempre mezzo tradizionale per l'acquisizione della conoscenza, consente di interiorizzare meglio i contenuti dei Libri di testo, oltre ad offrire ulteriori spunti di riflessione e di approfondimento. Altro strumento piacevole ed efficace è l'e-forum, un'area internet riservata ai Corsisti, cui si accede con una password e dove, oltre a poter visionare e scaricare materiale didattico integrativo, si possono porre domande relative alle materie di studio e ricevere risposte entro 48 ore. Si crea una vera e propria rete, per cui lo studio avviene davvero in compagnia, perché ci si trova a condividere, sia con i Docenti che con altri Corsisti, riflessioni, commenti e soluzioni ad eventuali incomprensioni sorte durante lo studio. Entrando nell'Aula magna virtuale si possono leggere non solo le domande e le risposte personali ma anche quelle di tutti gli altri Corsisti, cosa che costituisce un significativo arricchimento culturale. Numero e tipologia degli esami, previsti ogni 3 mesi, variano a discrezione del Corsista, secondo le sue disponibilità di tempo e d'impegno. Le Sessioni d'esame sono occasione di incontro e di scambio tra i Corsisti, provenienti da ogni parte d'Italia, e i Docenti, la cui funzione non è quella di cogliere in fallo, bensì di orientare ed aiutare il corsista ad esprimere ed applicare al miglior livello la conoscenza acquisita. Tramite un test scritto e un colloquio orale si ha infatti la possibilità di verificare, ma soprattutto di valorizzare, ciò che si è studiato. I Corsisti scrivono o chiamano giornalmente in sede esprimendo soddisfazione e grande apprezzamento per gli strumenti didattici, la buona compagnia e per i risultati concreti che sperimentano in prima persona. Si dicono grati per il fatto che lo studio intrapreso li guida su un percorso di conoscenza che li aiuta a guardare alla vita da prospettive più alte e più ampie. Parlando del Centro Studi Bhaktivedanta, Matsyavatara Prabhu afferma: 'Se in questa vita posso essere in qualche modo utile nello sviluppo di questo progetto per offrirlo a Shrila Prabhupada e a tutti i Vaishnava, sarò soddisfatto'. Rivelando la natura spirituale del progetto e ciò che considera come l'essenza del proprio impegno personale, continua: 'desidero prendermi cura spirituale dei devoti che Shrila Prabhupada e Shri Krishna mi hanno inviato e mi invieranno in futuro. Desidero farlo con un approccio olistico, aiutando discepoli e studenti, attraverso la misericordia divina, ad integrare la loro personalità e a fare del servizio devozionale il fulcro della loro vita, affinché possano gradualmente accedere al livello più elevato della bhakti'.