Visualizzazione post con etichetta yoga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta yoga. Mostra tutti i post

08 febbraio 2009

'Ricordare Krishna all'istante della morte' di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.


Qualunque sia la posizione che occupiamo, il successo della vita dipende dalla nostra capacità di ricordare il Signore Supremo all'istante della morte.

etavan sankhya-yogabhyam
sva-dharma-parinisthaya
janma-labhah parah pumsam
ante narayana-smritih

'La più alta perfezione per l'uomo ottenuta con la completa conoscenza della materia e dello spirito o con l'esercizio dei poteri soprannaturali o col compimento perfetto dei propri doveri, consiste nel ricordare il Signore Supremo alla fine della vita'.
[Srimad-Bhagavatam 2.1.6]

Ante narayana smritih. Se all'istante della morte vi ricorderete di Narayana — Narayana o Krishna sono la stessa cosa — la vostra vita sarà coronata dal successo qualunque sia la vostra posizione. I più grandi ed importanti spiritualisti o yogi affermano: 'Tutto conduce al Signore Supremo'. Questo è qui descritto: sankhya-yoga, karma-yoga, jnana-yoga o dhyana-yoga. Questi yogi dicono: 'Qualunque sia il percorso che facciamo, alla fine arriviamo sempre allo stesso risultato'. Questo è molto bello, ammesso che in realtà si arrivi allo stesso risultato. Altrimenti è deviante. Viene affermato: 'Qualunque percorso si faccia, si arriva allo stesso risultato'. Noi lo accettiamo con questo significato: ante narayana smritih. Anche se avete agito nel migliore dei modi, ma, al momento della morte, vi dimenticate di Narayana, allora tutto è inutile, assolutamente inutile. Perché questo è il punto importante — la vostra posizione mentale al momento della morte. Se, a quel momento, la vostra mente è concentrata su Narayana, la vostra vita sarà coronata dal successo. Sarete trasportati nel mondo spirituale dove godrete della compagnia di Narayana. Raggiungerete la perfezione più completa. Se invece, al momento della morte, pensate al vostro cane, diventerete cani. Tutto qua. Tutto il vostro sankhya-yoga, la vostra filosofia e le vostre pratiche yoga — saranno state inutili. Diventerete cani. Al momento della morte ci si deve ricordare di Narayana. Allora perché non esercitarsi direttamente a ricordare Narayana? Quello che facciamo noi costituisce il metodo che si deve seguire per ottenere questo scopo. C'è la divinità; c'è la forma di Narayana o Krishna. Se sarete costantemente impegnati nel servire Sri Krishna, in ogni momento sentirete la Sua presenza nel vostro cuore. E se in un modo o nell'altro sarete costanti in questo impegno, allora la vostra vita sarà piena di successo. Altrimenti chiacchiere e chiacchiere, procedendo a caso e a testa bassa — potete farlo, ma perderete del tempo. Questo vi garantisce che al momento della morte vi ricorderete di Krishna o di Narayana? Ricordarsi di Krishna è necessario — ante narayana smritih — come qui affermato da Sukadeva Gosvami, l'autorità. C'è un proverbio bengalese. Bhajana, kara sadhana kara murte janle haya: 'Potete essere dei trascendentalisti molto elevati, impegnati a fare cose molto belle. Tutto bene. Ma sapete come affrontare la morte? Questo è il punto. Se morite in coscienza di Dio, in Coscienza di Krishna, la vostra vita sarà coronata dal successo'.

Non siamo Dio.

(Legge dalla sua spiegazione:) 'Narayana è il Signore Assoluto che è aldilà della creazione materiale'. Narayana non è una persona come noi. I Mayavadi dicono: 'Narayana è una persona come noi. Allora posso ricordarmi di chiunque. Posso ricordare mia moglie; posso ricordare mio marito o mio figlio. Intanto arriviamo allo stesso risultato'. No, no, no. Questo non è possibile. Per questo viene specificatamente detto, ante narayana smritih. Non qualche tuo amico o qualche essere celeste o... No. Narayana smritih: 'Ricordati di Narayana'.
[Leggendo:] 'Tutto ciò che è creato, mantenuto e alla fine annientato è compreso nell'ambito del mahat-tattva (l'origine della materia)'. Altrove viene detto:

dharmah svanusthitah pumsam
visvaksena-kathasu yat
notpadayed yadi ratim
srama eva hi kevalam

'Le occupazioni che ogni uomo svolge secondo la propria posizione sono sforzi inutili se non suscitano attrazione per il messaggio del Signore Supremo'. (Srimad Bhagavatam 1.2.8).
Qui troviamo anche: etavan sankhya-yogabhyam. Grandi, elevati sannyasi discutono sul sankhya-yoga e sulla metafisica oppure analizzano ciò che è spirituale e ciò che è materiale. Neti neti: "Non è questo che si deve fare." Questo viene chiamato sankhya-yoga, ma il sankhya-yoga originale è il bhakti-yoga. La filosofia del metodo del sankhya-yoga fu esposta da Kapiladeva, il figlio di Devahuti. Questo è puro bhakti-yoga. Successivamente un ateo prese il nome di Kapila ed espose il sankhya-yoga. La sua è un'analisi materialistica. Il sistema filosofico del sankhya-yoga è molto apprezzato in Europa e nei paesi occidentali, perché è un sistema di analisi metafisica dell'intera manifestazione cosmica. Ci sono ventiquattro tattva. I primi cinque tattva sono gli elementi materiali: la terra, l'acqua, l'aria, il fuoco e l'etere. Seguono dieci sensi: cinque sensi per la conoscenza e cinque sensi per il piacere. Ancora cinque principi di piacere: il suono, la forma, il tatto, il gusto e l'odorato. Poi la mente, l'intelligenza, l'ego ed infine l'anima. Ci sono così ventiquattro elementi. Gli yogi sankhya analizzano a fondo questo argomento. Pensano che non ci sia nient'altro aldilà di questi ventiquattro elementi. C'è dell'altro. C'è Colui che mette insieme ed annulla questi ventiquattro elementi — il Signore Supremo, pradhana, Visnu. Ci si può attenere ai principi filosofici del Kapila ateo o a quelli dell'originale Kapiladeva, si può scegliere. Ma dopo l'analisi se non riuscite a trovare Narayana, il creatore di quest'atmosfera materiale e degli elementi materiali, allora è solo fatica sprecata. I chimici e i fisici analizzano gli elementi materiali all'interno di un laboratorio, ma ciò non significa che saranno liberati alla fine della vita. No. Voi siete anime spirituali. Voi siete imprigionati in questi ventiquattro elementi. Pertanto il vostro dovere è quello di uscire da questa condizione. Questo è ciò che viene richiesto. Supponi di essere un uomo ammalato e di analizzare la malattia. Questa viene chiamata patologia. Il dottore esamina il tuo sangue e scopre: "Questa è un'infezione, questa è un'altra infezione, questo è questo e questo è quello." Tutto ciò va bene. Ma la semplice comprensione dell'analisi del sangue, l'individuazione della patologia, non significa che uno sia curato. La cura è un'altra cosa. Allo stesso modo, questi filosofi sankhya-yoga possono fare un'analisi molto accurata. Possono anche contare gli atomi che compongono tutta l'intera atmosfera materiale, ma ciò non significa che abbiano capito la forza originale che ha creato tutte queste cose. Qui viene detto: etavan sankhya-yogabhyam. Puoi diventare un grandissimo scienziato, un grandissimo fisico o un grandissimo chimico. Va bene. Ma devi sapere come fare a ricordare Narayana al momento della morte.

L'erudito e il barcaiolo.
In Ritorno a Krishna è stata narrata una storia molto interessante: Il saggio erudito e il barcaiolo. In Bengala ci sono molti fiumi per cui le persone in genere per viaggiare si servono della barca. Così un saggio erudito di Calcutta stava andando a casa, al suo villaggio, in barca ed era molto felice. Chiese al barcaiolo: 'Mio caro barcaiolo, conosci l'astronomia? Sai come si muovono queste stelle?'. 'No, signore, non lo so'. 'Oh, hai sprecato un quarto della tua vita. Non hai imparato niente'. Poi, dopo un po': 'Conosci la geologia? Conosci le proprietà della terra e dell'acqua?' 'No, signore, sono un pover'uomo. Cosa volete che sappia?'. 'Oh, hai sprecato il cinquanta per cento della tua vita'. Ad un tratto, improvvisamente si formò una nuvola nera nel cielo e si scatenò una tempesta. Il barcaiolo chiese: 'Signore, sai nuotare?'. 'No, non so nuotare.' 'Allora hai sprecato il cento per cento della tua vita. [Risate] Affogherai'. Cadde nell'acqua e affogò. Questo è il punto. State cercando di comprendere con uno studio analitico l'intera realtà materiale. Questo è molto buono. Ma Se non saprete ricordare Narayana al momento della morte, diventerete gatti e cani. Questo è tutto. Perché voi siete molto affezionati ai cani. Specialmente nei paesi occidentali, tutti i signori e le signore hanno un cane. Dunque a cosa penserete al momento della morte? Al cane. Questa è la legge della natura. Yam yam vapi smaran bhavam tyajaty ante kalevaram. Potete trovarlo nella Bhagavad-gita [8.6]. La mentalità che avete realizzato, al momento della morte vi porterà nel prossimo corpo. Quindi non createvi una mentalità da cane. Fate che la vostra mente sia cosciente di Krishna. E questo è molto facile. Allora, al momento della morte, ricorderete Krishna e sarete trasferiti a Krishnaloka. Perciò questo è il consiglio: 'Chiunque siate, non ha importanza. Praticate la coscienza di Krishna. Questo vi salverà'. Altrimenti, janma-labhah: continuerete a nascere in differenti tipi di corpo. I cosiddetti scienziati e fisici non sanno perché vi sono così tante forme di vita. Perché non ci sono solo esseri umani? Perché ci sono gatti, cani, topi, mosche, serpenti, alberi, rampicanti, pesci 8.400.000 forme di vita? Anch'esse ricevono la vita da un padre e da una madre. Sia per l'insetto, che per il gatto, il cane o l'essere umano, il processo della nascita è lo stesso. Per questo un poeta vaisnava ha cantato, janame janame sabe pita mata paya, krishna guru nahi mile bhaja hari ei: sia che si nasca come uomini o come gatti, cani o insetti, c'è sempre un padre e una madre. Avete un padre e una madre in ogni tipo di nascita, ma non guru e Krishna. Quindi lo scopo di questa nascita è quello di ottenere guru e Krishna.

Una seconda nascita.
Janmana jayate sudrah. Anche nella società umana, ogni uomo nasce come sudra. Samskarad bhaved dvijah. C'è bisogno di una seconda nascita, per mezzo del samskara, di una trasformazione. Il maestro spirituale con l'iniziazione spirituale ci dà la seconda nascita. Per essa, il padre è il maestro spirituale e la madre è rappresentata dai Veda. Come la prima nascita è resa possibile grazie ad un padre e ad una madre materiali, la seconda, dvija, è resa possibile dal maestro spirituale (il padre) e dalla conoscenza vedica (la madre). Questo è possibile solo nella forma umana. Se non accettate il privilegio di prendere il secondo padre e la seconda madre, che differenza c'è tra la vostra nascita e quella di un cane? Avete un corpo dalla forma umana, il migliore dei corpi. Questo è l'insegnamento di tutta la letteratura vedica. Ma qual è l'essenza di questa civiltà materialistica? Semplicemente agire come cani e gatti. Mangiate, dormite, avete rapporti sessuali e vi difendete, proprio come gli animali. Nella vostra città, a Parigi, ci sono moltissimi edifici, ma dov'è la cultura che rende perfetta la vita umana? Voi avete degli edifici molto belli. Questo è un segno d'intelligenza. Molti edifici belli. Le persone vengono per vedere gli edifici, ma questo non è tutto. Se impegnate la vostra intelligenza solo nelle attività materiali, allora non siete intelligenti. Siete degli sciocchi. Dovete realizzare un'istituzione culturale dove le persone possano essere educate su come ricordare Narayana al momento della morte. Questo è la cosa necessaria. Altrimenti le vostre attività sono inutili. Che valore hanno? Sprecate molto tempo per costruirvi una casa molto bella, ma al momento della morte non siete in grado di ricordare Narayana. Vi ricordate dei vostri cari amici — vostri cani. Che valore ha questo?
Le persone non sanno che c'è vita dopo la morte. Sri Krishna nella Bhagavad-gita dice:

dehino 'smin yatha dehe
kaumaram yauvanam jara
tatha dehantara-praptir
dhiras tatra na muhyati

'Come l'anima incarnata passa, in questo corpo, dall'infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, così l'anima passa in un altro corpo all'istante della morte. La persona saggia non è turbata da questo cambiamento'. È una filosofia molto semplice, ma i mascalzoni non la comprendono. Il mio corpo sta cambiando. Potete interpretarlo come una crescita, ma in ogni modo il cambiamento c'è. Avevo il corpo di un bambino; il mio corpo attuale è differente da quello. E cambiato. Quindi ho già cambiato il mio corpo molte volte e cambierò il mio corpo dopo che esso non sarà più utilizzabile. C'è un esempio: io indosso questa maglia, ma quando essa è sciupata, non è più utile, non la uso più. Ne prendo un'altra, una nuova. Questo corpo è un vestito. Quindi noi non diamo molta importanza al vestito. Noi ci occupiamo dell'anima. Non facciamo distinzioni: 'Questo è un vestito indù, un vestito musulmano, un vestito cristiano, un vestito bianco, un vestito nero. 'No. Non abbiamo niente a che fare col vestito, noi siamo l'anima che è all'interno del vestito. Essa è parte integrante di Krishna. Essa ha dimenticato Krishna e per questo sta soffrendo. Quindi il nostro Movimento si propone di risvegliare la coscienza di Krishna per tornare a casa da Dio. Questo è lo scopo del Movimento per la Coscienza di Krishna. Ante narayana smritih. È un Movimento molto importante. Le persone molto intelligenti possono farne parte. Che tu sia intelligente o no, devi sapere quantomeno che se una persona non è pia, non può far parte di questo Movimento. Ma in un modo o nell'altro, se fate parte di questo Movimento, allora la vostra preziosa vita sarà un successo. Janma-labhah parah pumsam. Non si tratta della vita dei cani e dei gatti. Si tratta della forma di vita umana. Usatela appropriatamente. 'Appropriatamente' significa diventare coscienti di Krishna e non coscienti del cane o del gatto. No. Questo non vi aiuterà. Dovete diventare coscienti di Krishna. Allora potrete ricordare Krishna al momento della morte e la vostra preziosa vita sarà stata usata in modo appropriato. Janma-labhah parah pumsam. Avete un corpo bello e prezioso, ma esso sarà usato appropriatamente solo se imparate come ricordare Narayana all'istante della morte.
Vi ringrazio moltissimo.

06 febbraio 2009

Il miglior progetto mondiale per la diffusione del sapere vedico-vaishnava.

Mercoledì 1 Marzo 2005, presso il Tempio “Chandrodaya Mandir” situato a Nadìa, nel Bengala occidentale, si è svolto un importante evento che ha visto, tra gli altri, il Centro Studi Bhaktivedanta protagonista all’interno di una premiazione avvenuta nel grande “ Pandal ” allestito in occasione del Festival annuale di “Shri Gaura Purnima”. Il grande Teatro-tenda, che vanta una capienza di 600 posti a sedere, un palco spazioso perfettamente attrezzato e un impianto audiovisivo di ottima qualità, era destinato alle diverse celebrazioni del Festival e offriva accoglienza a devoti provenienti da tutte le parti del mondo.

La cerimonia di consegna dell’attestato a S.G. Matsyavatara Prabhu da parte di S.S. Jayapataka Maharaja.

La serata si è aperta con l’introduzione di Sua Santità Jayapataka Maharaja, responsabile mondiale del progetto congregazionale della ISKCON, nonché membro del Corpo Governativo della stessa. Sua Santità ha presentato una videoproiezione su grande schermo la quale, mediante fotografie, filmati, grafici e animazioni, mostrava i più importanti risultati ottenuti attraverso i numerosi programmi orientati alla diffusione della Cultura Vedico-Vaishnava su scala mondiale. La video-proiezione, che riassumeva i conseguimenti ottenuti a livello mondiale nell’anno 2005, dava un posto di rilievo alle attività del CSB, già riconosciuto come uno dei principali progetti in Italia, sottolineandone l’eccellente organizzazione e lo spiccato potenziale di penetrazione culturale nella società.

Terminata la proiezione Jayapataka Maharaja, al fine di soddisfare le numerose richieste di informazioni riguardo il Dipartimento Accademico delle Scienze Tradizionali dell’India che, fin dal suo nascere ha stimolato l’interesse di centinaia di persone, ha invitato Shriman Matsya Avatara Prabhu, fondatore e presidente dello stesso, a presentare personalmente il suo progetto per definirne motivazioni ed obiettivi. Le immagini del video dimostrativo scorrevano sul grande schermo durante l’esposizione di Matsyavatara Prabhu, provocando un effetto audio-visivo di grande impatto sul pubblico. Venivano mostrate scene reali di vita relative all’Accademia, alle conferenze pubbliche e ai seminari residenziali, ed ogni attività svolta nell’ambito del Centro Studi si alternava con ritmo perfetto.

L’esposizione di Shriman Matsyavatara Prabhu, eseguita con grande maestria e genuina umiltà, verteva anzitutto sull’intento del Centro Studi nell’operare una delicata operazione di transfert culturale nella società occidentale, per permettere a milioni di persone di diversa estrazione sociale, nonché professionale ed accademica, di poter accedere in modo semplice e scevro da pregiudizi di carattere etnico, culturale o religioso, all’antica scienza tradizionale dei Veda, la quale, nella sua profondità e completezza sotto ogni punto di vista, può permettere l’elevazione dell’individuo a più alti e luminosi piani di comprensione riguardo la “vita” e il suo obiettivo finale, offrendo pertanto benefici sia sul piano individuale, sia su quello collettivo, e promuovendo così illimitate possibilità di crescita e progresso sostenibili, per l’intera società umana.

L’interfaccia culturale del Dipartimento Accademico stimola genuinamente l’interesse di svariate persone inizialmente poco propense ad aspetti fideistici, permettendo loro un approccio graduale e ad ampio respiro che consente, sotto una buona guida, un equilibrato risveglio delle qualità latenti individuali. I corsisti iscritti all’Accademia, come spiegava Matsyavatara Prabhu, mediante un percorso di studi personalizzato, vengono guidati e preparati fino ad essere gradualmente introdotti ai “Seminari residenziali”, dove possono sperimentare un vero e proprio sat-sanga vaishnava, nel contesto di un Tempio, con le Divinità, il canto dei Mantra, le lezioni di Shrimad Bhagavatam e di Bhagavad-gita. Questo “training” e questa educazione rivolti alle varie componenti della personalità, contribuiscono ad elevare sostanzialmente la qualità della vita dei corsisti in maniera duratura, promuovendo un vero e proprio “progresso coscienziale”, che in numerosi casi porta naturalmente a seguire le regole della vaidhi bhakti, a recitare regolarmente i Nomi Divini sul Japa-mala e anche a ricevere la sacra diksha.

Matsyavatara Prabhu, dopo aver sottolineato che il proprio primario intento è quello di creare vaishnava qualificati, ha spiegato che tutti gli iscritti all’Accademia posseggono i libri di Srila Prabhupada e molti di loro si rendono spontaneamente disponibili nell’offrire vari servizi nei Templi ISKCON. Al termine dell’esposizione, Jayapataka Maharaja, di fronte alle centinaia di persone presenti, ha consegnato a Matsyavatara Prabhu un attestato, quale riconoscimento ufficiale del “Miglior progetto mondiale per la diffusione del sapere vedico-vaishnava” complimentandosi ripetutamente per il successo e i risultati conseguiti. Ciò avveniva in maniera tutt’ altro che formale, molto sentita e densa di sincero apprezzamento, il quale è sfociato in un caloroso abbraccio tra i due sul palco, che ha pubblicamente suggellato la loro reciproca stima e amicizia. Numerosi sono stati i riscontri favorevoli che hanno seguito questa serata; complimenti, riconoscimenti e richieste di informazioni e approfondimento sono giunte da altrettanto numerosi devoti, che hanno assistito con grande attenzione e genuino apprezzamento a questo evento, il quale può essere per molti motivi definito “storico”.

26 gennaio 2009

'Le 10 offese da evitare durante il canto del Santo Nome (e nel corso di tutta la vita).

Gli shastra affermano che il mantra, e il mahamantra a maggior ragione, sia efficace di per se, persino sè chi lo pronuncia e poco consapevole, distratto, o addirittura in un atteggiamento scherzoso. E’ altrettanto vero, però, e sempre confermato da guru, shastra e sadhu, che se si recita il Santo Nome con consapevolezza e trasporto, gli effetti benefici saranno moltiplicati e il soggetto che si dedica a questa sublime pratica di purificazione del cuore e della mente potrà nel corso di quella stessa vita accedere alla visione della Verità suprema e sperimentare il rasa della parama prema nitya bhakti, il puro amore per Dio. Al fine di agevolare questo processo di elevazione della coscienza per il quale il mantra è divino, potente strumento, si consiglia il sadhaka, lo studente o discepolo, di evitare accuratamente almeno le 10 più gravi offese (aparadha), non solo durante la meditazione sul Nome divino, ma nel corso di tutta la vita.

Esse sono:

1) Invidiare, criticare, offendere un devoto che ha dedicato e dedica la propria vita alla pratica del Santo nome e alla diffusione della scienza spirituale.

2) Separare il Signore supremo dai Suoi nomi, dalle Sue forme e dai Suoi lila, ritenendoli di natura materiale. Non considerare Shri Krishna la Suprema Persona di Dio e, di conseguenza, metterLo al pari dei deva e credere nell’esistenza di più dei.

3) Considerare il Maestro spirituale una persona ordinaria, trascurare i Suoi insegnamenti o volersi mettere al Suo posto.

4) Criticare o minimizzare il contenuto delle sacre Scritture.

5) Ritenere esagerate le glorie del mahamantra, prenderle per un’invenzione; interpretare bizzarramente o deridere i Santi nomi del signore.

6) Compiere consapevolmente attivita adharma, contando sulla potenza del Santo nome per poterne annullare le conseguenze karmiche.

7) Ritenere che riti, ascesi, digiuni, carità e tutte le attività descritte nella sezione Karmakanda dei Veda procurino benefici uguali o addirittura superiori rispetto alla meditazione sul Santo nome.

8) Parlare delle glorie del Santo nome a persone che non sono pronte, che si mostrano infastidite, irritate o addirittura ostili verso tale pratica.

9) Essere distratti durante la recitazione del Santo nome.

10) Mantenere un’attitudine mondana, materialistica nei confronti della vita e trascurare la meditazione sul mahamantra anche dopo averne ascoltato le glorie e dopo aver ricevuto e compreso gli insegnamenti del Maestro spirituale.

Tratto da 'Relazione Guru - Discepolo' di Paramatma Dasi.

24 gennaio 2009

'IL MANTRA' di Shriman Matsyavatara Prabhu.

C’è una forma di Yoga chiamata nada-yoga che è conosciuta come mantrica, ovvero che utilizza il mantra. Attraverso l’utilizzo di aggregati sonori, si ottengono accostamenti a dimensioni diverse da quelle che l’umano generalmente frequenta. Il termine sanscrito mantra significa 'strumento di pensiero', e anche 'ciò che protegge la mente'.
La vibrazione sonora del mantra, infatti, armonizza la mente e la protegge dai pensieri tossici. Quando si è smarriti, negativi, depressi, o comunque emotivamente provati, alterati, cantare o recitare il mantra con sincerità, può modificare radicalmente lo stato di coscienza e produrre serenità, gioia, visione ed ispirazione. Il mantra ha la forza, la potenza d’illuminare la mente, di farla risplendere e di annullare la tenebra che produce malinconia e depressione. Il mantra non è strutturato come un discorso speculativo, con un inizio, uno svolgimento ed una conclusione; esso non spiega, essendo formulato in un modo che dà per scontata la conoscenza dei contenuti cui si riferisce. E' efficace di per sé, ma ancora di più e ancor più completamente nella misura in cui chi lo recita è profondamente consapevole di ciò che sta recitando e della motivazione con cui lo fa. La letteratura vedica è costituita da un numero incalcolabile di mantra. Tra questi il Mahamantra o 'grande mantra' è il più importante nella spiritualità vaishnava poiché tradizionalmente rappresenta la forma sonora di Dio e possiede le Sue stesse potenze o shakti. Ogni sillaba è densa di energia spirituale, e può trasformare l’energia psichica da disecologica ad ecologica. Il Mahamantra dunque è il Signore supremo fattoSi strumento per consentire agli umani di purificare le proprie menti, provocando in loro un cambiamento di coscienza e fornendo una spinta ascensionale che li rende capaci di spezzare tutti i vincoli egoici, di riarmonizzare le varie istanze interiori e di sviluppare le facoltà superiori latenti. La pura, trascendente vibrazione del Mahamantra, quando esso viene cantato, invocato o meditato con attitudine adeguata, consente di schiarire il campo mentale, di sentirsi in armonia con tutto il Creato e di provare sentimenti profondi di amore e gratitudine per Dio.
Il mantra dunque è la forma sonora della Verità (satya rupa), e nel caso del Mahamantra è così composto:

HARE KRISHNA HARE KRISHNA
KRISHNA KRISHNA HARE HARE
HARE RAMA HARE RAMA
RAMA RAMA HARE HARE

Krishna è un nome di Dio che significa 'l'Affascinante', Rama invece si riferisce al Supremo come a 'Colui che dà piacere' e Hara (nel mahamantra al vocativo) designa l'energia di Amore di Dio, o Hladini shakti.

'A Wonderful Mind: Come trasformare una mente ribelle in una mente meravigliosa' di Shriman Matsyavatara Prabhu.

Da tempo immemorabile, tra l’anima e la psiche si combatte una perenne battaglia per il predominio della coscienza. Per l’essere umano condizionato, i dilemmi più penosi sono creati dalla estenuante tensione tra i due poli, che presentano soluzioni tanto diverse quanto sono diverse le loro motivazioni. Tali tensioni perdurano fintanto che l’io storico - prodotto di scelte arbitrarie della psiche - non viene armoniosamente reintegrato nel campo energetico dell’anima. I dubbi che la mente talvolta insinua sono legati al cangiante e mutevole mondo dell’impermanenza, ed è normale che il fenomeno si intensifichi in prossimità di scelte di vitale importanza, o subito dopo. In ciascuna di queste fasi è l’ego falso che protesta, ma non fatevi intimorire. Finora l’ego l’ha fatta da padrone, ha oscurato il vostro vero sé, vi ha tiranneggiati impunemente vita dopo vita, vi ha resi schiavi di illusori progetti di felicità, di farneticanti ambizioni. Adesso che lo state spodestando, che state per riguadagnare la libertà, ovviamente si ribella. Ogni condizionamento produce qualche forma di nevrosi, e i condizionamenti spesso sono più di uno. Da tempo immemorabile dentro di noi sembra che convivano due “esseri”. Il primo e più insistente è l’io inferiore, detto anche “falso ego”: sospettoso, arrogante, orgoglioso, egocentrico, insoddisfatto e irritabile. E’ come una bestia scaltra e famelica, sempre in cerca di preda nella forma di prestigio e piaceri illusori. La seconda è l’io superiore, il sé, l’essere spirituale nascosto, l’atman, la cui chiara voce di saggezza solo raramente abbiamo udita ed ascoltata. Nello scontro tra questi due “esseri” vincerà certamente quello che nutriamo di più. Più prestiamo attenzione agli insegnamenti spirituali, più li contempliamo e li integriamo nella nostra vita di tutti i giorni, più si risveglia e si rafforza in noi la voce interiore, la saggezza innata del discernimento che, nella cultura della Krishna-bhakti, nel Gaudiya-Vaishnavismo, è chiamata tattva-viveka, consapevolezza discernente. Se incominciamo a distinguere tra le insistenti, suadenti quanto ingannevoli voci dell’io – che peraltro non ha alcuna esistenza propria - e la veritiera voce del sé – realtà immortale - e scegliamo deliberatamente e irrevocabilmente la guida della seconda, questa ci apre la luminosa via della libertà, della salvezza, della gioia e dell’Amore. Allora e solo allora inizia a manifestarsi in noi il chiaro ricordo della nostra autentica natura - una e indivisa - quella spirituale, in tutto il suo splendore e divina verità. A quel punto i vaneggiamenti dell’ego falso non distolgono più dalla retta comprensione-visione e anche gli ultimi dubbi cessano, e con essi i capricci della fu mente ribelle. Poiché il vero ostacolo alla realizzazione spirituale è la mente ribelle, una volta conquistata e resa docile strumento sotto l’egida dell’anima è possibile sperimentare prontamente la felicità ineffabile dell’estasi. L’esperienza psicologica dell’inferno precede l’ascesa al Cielo, passando quasi invariabilmente per la fase intermedia del Purgatorio. Il primo passo concreto su questo sentiero è l’abbandono a Dio, espresso poi anche formalmente dal rito dell’iniziazione (Hari-nama diksha). Del resto, la vita iniziatica - dono divino che permette di trasformare in un puro diamante la mente - richiede chiarezza, onestà, coraggio e fermezza. Infatti, quando si sono sufficientemente praticate e sviluppate nel carattere queste fondamentali qualità, la Grazia Divina discende e tutto s’illumina, la ex plumbea mente si colora di aurei bagliori, l’anima è strappata alla schiavitù della materia e si libra in Cielo…Solo allora l’evoluzione spirituale diventa rapida e prende concretamente realtà, anche nel mondo tridimensionale.