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08 febbraio 2009

'Ricordare Krishna all'istante della morte' di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.


Qualunque sia la posizione che occupiamo, il successo della vita dipende dalla nostra capacità di ricordare il Signore Supremo all'istante della morte.

etavan sankhya-yogabhyam
sva-dharma-parinisthaya
janma-labhah parah pumsam
ante narayana-smritih

'La più alta perfezione per l'uomo ottenuta con la completa conoscenza della materia e dello spirito o con l'esercizio dei poteri soprannaturali o col compimento perfetto dei propri doveri, consiste nel ricordare il Signore Supremo alla fine della vita'.
[Srimad-Bhagavatam 2.1.6]

Ante narayana smritih. Se all'istante della morte vi ricorderete di Narayana — Narayana o Krishna sono la stessa cosa — la vostra vita sarà coronata dal successo qualunque sia la vostra posizione. I più grandi ed importanti spiritualisti o yogi affermano: 'Tutto conduce al Signore Supremo'. Questo è qui descritto: sankhya-yoga, karma-yoga, jnana-yoga o dhyana-yoga. Questi yogi dicono: 'Qualunque sia il percorso che facciamo, alla fine arriviamo sempre allo stesso risultato'. Questo è molto bello, ammesso che in realtà si arrivi allo stesso risultato. Altrimenti è deviante. Viene affermato: 'Qualunque percorso si faccia, si arriva allo stesso risultato'. Noi lo accettiamo con questo significato: ante narayana smritih. Anche se avete agito nel migliore dei modi, ma, al momento della morte, vi dimenticate di Narayana, allora tutto è inutile, assolutamente inutile. Perché questo è il punto importante — la vostra posizione mentale al momento della morte. Se, a quel momento, la vostra mente è concentrata su Narayana, la vostra vita sarà coronata dal successo. Sarete trasportati nel mondo spirituale dove godrete della compagnia di Narayana. Raggiungerete la perfezione più completa. Se invece, al momento della morte, pensate al vostro cane, diventerete cani. Tutto qua. Tutto il vostro sankhya-yoga, la vostra filosofia e le vostre pratiche yoga — saranno state inutili. Diventerete cani. Al momento della morte ci si deve ricordare di Narayana. Allora perché non esercitarsi direttamente a ricordare Narayana? Quello che facciamo noi costituisce il metodo che si deve seguire per ottenere questo scopo. C'è la divinità; c'è la forma di Narayana o Krishna. Se sarete costantemente impegnati nel servire Sri Krishna, in ogni momento sentirete la Sua presenza nel vostro cuore. E se in un modo o nell'altro sarete costanti in questo impegno, allora la vostra vita sarà piena di successo. Altrimenti chiacchiere e chiacchiere, procedendo a caso e a testa bassa — potete farlo, ma perderete del tempo. Questo vi garantisce che al momento della morte vi ricorderete di Krishna o di Narayana? Ricordarsi di Krishna è necessario — ante narayana smritih — come qui affermato da Sukadeva Gosvami, l'autorità. C'è un proverbio bengalese. Bhajana, kara sadhana kara murte janle haya: 'Potete essere dei trascendentalisti molto elevati, impegnati a fare cose molto belle. Tutto bene. Ma sapete come affrontare la morte? Questo è il punto. Se morite in coscienza di Dio, in Coscienza di Krishna, la vostra vita sarà coronata dal successo'.

Non siamo Dio.

(Legge dalla sua spiegazione:) 'Narayana è il Signore Assoluto che è aldilà della creazione materiale'. Narayana non è una persona come noi. I Mayavadi dicono: 'Narayana è una persona come noi. Allora posso ricordarmi di chiunque. Posso ricordare mia moglie; posso ricordare mio marito o mio figlio. Intanto arriviamo allo stesso risultato'. No, no, no. Questo non è possibile. Per questo viene specificatamente detto, ante narayana smritih. Non qualche tuo amico o qualche essere celeste o... No. Narayana smritih: 'Ricordati di Narayana'.
[Leggendo:] 'Tutto ciò che è creato, mantenuto e alla fine annientato è compreso nell'ambito del mahat-tattva (l'origine della materia)'. Altrove viene detto:

dharmah svanusthitah pumsam
visvaksena-kathasu yat
notpadayed yadi ratim
srama eva hi kevalam

'Le occupazioni che ogni uomo svolge secondo la propria posizione sono sforzi inutili se non suscitano attrazione per il messaggio del Signore Supremo'. (Srimad Bhagavatam 1.2.8).
Qui troviamo anche: etavan sankhya-yogabhyam. Grandi, elevati sannyasi discutono sul sankhya-yoga e sulla metafisica oppure analizzano ciò che è spirituale e ciò che è materiale. Neti neti: "Non è questo che si deve fare." Questo viene chiamato sankhya-yoga, ma il sankhya-yoga originale è il bhakti-yoga. La filosofia del metodo del sankhya-yoga fu esposta da Kapiladeva, il figlio di Devahuti. Questo è puro bhakti-yoga. Successivamente un ateo prese il nome di Kapila ed espose il sankhya-yoga. La sua è un'analisi materialistica. Il sistema filosofico del sankhya-yoga è molto apprezzato in Europa e nei paesi occidentali, perché è un sistema di analisi metafisica dell'intera manifestazione cosmica. Ci sono ventiquattro tattva. I primi cinque tattva sono gli elementi materiali: la terra, l'acqua, l'aria, il fuoco e l'etere. Seguono dieci sensi: cinque sensi per la conoscenza e cinque sensi per il piacere. Ancora cinque principi di piacere: il suono, la forma, il tatto, il gusto e l'odorato. Poi la mente, l'intelligenza, l'ego ed infine l'anima. Ci sono così ventiquattro elementi. Gli yogi sankhya analizzano a fondo questo argomento. Pensano che non ci sia nient'altro aldilà di questi ventiquattro elementi. C'è dell'altro. C'è Colui che mette insieme ed annulla questi ventiquattro elementi — il Signore Supremo, pradhana, Visnu. Ci si può attenere ai principi filosofici del Kapila ateo o a quelli dell'originale Kapiladeva, si può scegliere. Ma dopo l'analisi se non riuscite a trovare Narayana, il creatore di quest'atmosfera materiale e degli elementi materiali, allora è solo fatica sprecata. I chimici e i fisici analizzano gli elementi materiali all'interno di un laboratorio, ma ciò non significa che saranno liberati alla fine della vita. No. Voi siete anime spirituali. Voi siete imprigionati in questi ventiquattro elementi. Pertanto il vostro dovere è quello di uscire da questa condizione. Questo è ciò che viene richiesto. Supponi di essere un uomo ammalato e di analizzare la malattia. Questa viene chiamata patologia. Il dottore esamina il tuo sangue e scopre: "Questa è un'infezione, questa è un'altra infezione, questo è questo e questo è quello." Tutto ciò va bene. Ma la semplice comprensione dell'analisi del sangue, l'individuazione della patologia, non significa che uno sia curato. La cura è un'altra cosa. Allo stesso modo, questi filosofi sankhya-yoga possono fare un'analisi molto accurata. Possono anche contare gli atomi che compongono tutta l'intera atmosfera materiale, ma ciò non significa che abbiano capito la forza originale che ha creato tutte queste cose. Qui viene detto: etavan sankhya-yogabhyam. Puoi diventare un grandissimo scienziato, un grandissimo fisico o un grandissimo chimico. Va bene. Ma devi sapere come fare a ricordare Narayana al momento della morte.

L'erudito e il barcaiolo.
In Ritorno a Krishna è stata narrata una storia molto interessante: Il saggio erudito e il barcaiolo. In Bengala ci sono molti fiumi per cui le persone in genere per viaggiare si servono della barca. Così un saggio erudito di Calcutta stava andando a casa, al suo villaggio, in barca ed era molto felice. Chiese al barcaiolo: 'Mio caro barcaiolo, conosci l'astronomia? Sai come si muovono queste stelle?'. 'No, signore, non lo so'. 'Oh, hai sprecato un quarto della tua vita. Non hai imparato niente'. Poi, dopo un po': 'Conosci la geologia? Conosci le proprietà della terra e dell'acqua?' 'No, signore, sono un pover'uomo. Cosa volete che sappia?'. 'Oh, hai sprecato il cinquanta per cento della tua vita'. Ad un tratto, improvvisamente si formò una nuvola nera nel cielo e si scatenò una tempesta. Il barcaiolo chiese: 'Signore, sai nuotare?'. 'No, non so nuotare.' 'Allora hai sprecato il cento per cento della tua vita. [Risate] Affogherai'. Cadde nell'acqua e affogò. Questo è il punto. State cercando di comprendere con uno studio analitico l'intera realtà materiale. Questo è molto buono. Ma Se non saprete ricordare Narayana al momento della morte, diventerete gatti e cani. Questo è tutto. Perché voi siete molto affezionati ai cani. Specialmente nei paesi occidentali, tutti i signori e le signore hanno un cane. Dunque a cosa penserete al momento della morte? Al cane. Questa è la legge della natura. Yam yam vapi smaran bhavam tyajaty ante kalevaram. Potete trovarlo nella Bhagavad-gita [8.6]. La mentalità che avete realizzato, al momento della morte vi porterà nel prossimo corpo. Quindi non createvi una mentalità da cane. Fate che la vostra mente sia cosciente di Krishna. E questo è molto facile. Allora, al momento della morte, ricorderete Krishna e sarete trasferiti a Krishnaloka. Perciò questo è il consiglio: 'Chiunque siate, non ha importanza. Praticate la coscienza di Krishna. Questo vi salverà'. Altrimenti, janma-labhah: continuerete a nascere in differenti tipi di corpo. I cosiddetti scienziati e fisici non sanno perché vi sono così tante forme di vita. Perché non ci sono solo esseri umani? Perché ci sono gatti, cani, topi, mosche, serpenti, alberi, rampicanti, pesci 8.400.000 forme di vita? Anch'esse ricevono la vita da un padre e da una madre. Sia per l'insetto, che per il gatto, il cane o l'essere umano, il processo della nascita è lo stesso. Per questo un poeta vaisnava ha cantato, janame janame sabe pita mata paya, krishna guru nahi mile bhaja hari ei: sia che si nasca come uomini o come gatti, cani o insetti, c'è sempre un padre e una madre. Avete un padre e una madre in ogni tipo di nascita, ma non guru e Krishna. Quindi lo scopo di questa nascita è quello di ottenere guru e Krishna.

Una seconda nascita.
Janmana jayate sudrah. Anche nella società umana, ogni uomo nasce come sudra. Samskarad bhaved dvijah. C'è bisogno di una seconda nascita, per mezzo del samskara, di una trasformazione. Il maestro spirituale con l'iniziazione spirituale ci dà la seconda nascita. Per essa, il padre è il maestro spirituale e la madre è rappresentata dai Veda. Come la prima nascita è resa possibile grazie ad un padre e ad una madre materiali, la seconda, dvija, è resa possibile dal maestro spirituale (il padre) e dalla conoscenza vedica (la madre). Questo è possibile solo nella forma umana. Se non accettate il privilegio di prendere il secondo padre e la seconda madre, che differenza c'è tra la vostra nascita e quella di un cane? Avete un corpo dalla forma umana, il migliore dei corpi. Questo è l'insegnamento di tutta la letteratura vedica. Ma qual è l'essenza di questa civiltà materialistica? Semplicemente agire come cani e gatti. Mangiate, dormite, avete rapporti sessuali e vi difendete, proprio come gli animali. Nella vostra città, a Parigi, ci sono moltissimi edifici, ma dov'è la cultura che rende perfetta la vita umana? Voi avete degli edifici molto belli. Questo è un segno d'intelligenza. Molti edifici belli. Le persone vengono per vedere gli edifici, ma questo non è tutto. Se impegnate la vostra intelligenza solo nelle attività materiali, allora non siete intelligenti. Siete degli sciocchi. Dovete realizzare un'istituzione culturale dove le persone possano essere educate su come ricordare Narayana al momento della morte. Questo è la cosa necessaria. Altrimenti le vostre attività sono inutili. Che valore hanno? Sprecate molto tempo per costruirvi una casa molto bella, ma al momento della morte non siete in grado di ricordare Narayana. Vi ricordate dei vostri cari amici — vostri cani. Che valore ha questo?
Le persone non sanno che c'è vita dopo la morte. Sri Krishna nella Bhagavad-gita dice:

dehino 'smin yatha dehe
kaumaram yauvanam jara
tatha dehantara-praptir
dhiras tatra na muhyati

'Come l'anima incarnata passa, in questo corpo, dall'infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, così l'anima passa in un altro corpo all'istante della morte. La persona saggia non è turbata da questo cambiamento'. È una filosofia molto semplice, ma i mascalzoni non la comprendono. Il mio corpo sta cambiando. Potete interpretarlo come una crescita, ma in ogni modo il cambiamento c'è. Avevo il corpo di un bambino; il mio corpo attuale è differente da quello. E cambiato. Quindi ho già cambiato il mio corpo molte volte e cambierò il mio corpo dopo che esso non sarà più utilizzabile. C'è un esempio: io indosso questa maglia, ma quando essa è sciupata, non è più utile, non la uso più. Ne prendo un'altra, una nuova. Questo corpo è un vestito. Quindi noi non diamo molta importanza al vestito. Noi ci occupiamo dell'anima. Non facciamo distinzioni: 'Questo è un vestito indù, un vestito musulmano, un vestito cristiano, un vestito bianco, un vestito nero. 'No. Non abbiamo niente a che fare col vestito, noi siamo l'anima che è all'interno del vestito. Essa è parte integrante di Krishna. Essa ha dimenticato Krishna e per questo sta soffrendo. Quindi il nostro Movimento si propone di risvegliare la coscienza di Krishna per tornare a casa da Dio. Questo è lo scopo del Movimento per la Coscienza di Krishna. Ante narayana smritih. È un Movimento molto importante. Le persone molto intelligenti possono farne parte. Che tu sia intelligente o no, devi sapere quantomeno che se una persona non è pia, non può far parte di questo Movimento. Ma in un modo o nell'altro, se fate parte di questo Movimento, allora la vostra preziosa vita sarà un successo. Janma-labhah parah pumsam. Non si tratta della vita dei cani e dei gatti. Si tratta della forma di vita umana. Usatela appropriatamente. 'Appropriatamente' significa diventare coscienti di Krishna e non coscienti del cane o del gatto. No. Questo non vi aiuterà. Dovete diventare coscienti di Krishna. Allora potrete ricordare Krishna al momento della morte e la vostra preziosa vita sarà stata usata in modo appropriato. Janma-labhah parah pumsam. Avete un corpo bello e prezioso, ma esso sarà usato appropriatamente solo se imparate come ricordare Narayana all'istante della morte.
Vi ringrazio moltissimo.

Memoria di Bhaktirasa devi dasi sulla dipartita di Krishnabhakti devi dasi.

Cari devoti e devote, omaggi a voi e glorie a Shriman Matsyavatara Prabhu. Jaya Shrila Prabhupada! Martedì 3 Febbraio alle ore 11.40 Krishnabhakti devi dasi ha lasciato il corpo. Ero passata all'hospice alle 10 per salutarla sapendo che quella sera non sarei poi potuta andare, come invece di consueto avveniva, a cantarle il mantra e a farle sentire la nostra presenza. Ogni giorno ho testimoniato un decadimento progressivo delle sue funzioni psicofisiche, graduale ma intenso, fino agli ultimi giorni nei quali lei non riusciva piu' a muovere neppure un braccio, aprire gli occhi e che dire a parlare. Ci eravamo abituati a comunicare con lei attraverso cenni, imparando ad osservare anche ogni minimo cambiamento del respiro. Qualche giorno prima, quando già non riusciva più a parlare, Krishnabhakti devi dasi aveva risposto con un sicuro sì, espresso muovendo il capo, quando Paramananda Prabhu e il marito le avevano chiesto se era serena. Da quando nel giugno del 2006 era venuta a conoscenza della sua malattia non l'ho mai sentita lamentarsi; si dichiarava anzi molto fortunata anche quando negli ultimi mesi era sempre più spesso costretta a letto. Accettava ogni condizione con spirito gioioso. E il suo cuore si è riempito di infinita gioia quando da Shriman Matsyavatara Prabhu ha ricevuto il dono più grande, quello della sacra Diksha, per lei il sogno che si avverava! Krishnabhakti devi dasi non voleva più mangiare da giorni, diceva che ormai non le serviva più, desiderava l'ascesi. Era un po' infastidita quando qualcuno insisteva a nutrirla con il cibo. Gustava invece molto l'ascolto della Bhagavad-gita e ripeteva con un filo di voce le parole conclusive di ogni frase udita, meditando profondamente sul loro contenuto. Apprezzava molto il canto al Signore Nrisimhadeva. Quando ieri mattina abbiamo visto che la dipartita si avvicinava, le abbiamo fatto il tilak, offerto le acque dei fiumi sacri e l'olio mahaprasada di Nrisimhadeva e le abbiamo fatto ascoltare una visualizzazione meditativa di accompagnamento all'uscita dal corpo che Shriman Matsyavatara Prabhu aveva tenuto in una sala di quell'ospedale qualche anno prima in occasione di un Seminario ECM. Dopodiché abbiamo ascoltato un bhajan di Shrila Prabhupada e infine le abbiamo messo un auricolare del mio ipod ascoltando insieme la prima lezione del seminario di Shriman Matsyavatara Prabhu "Viaggio in Paradiso", sulla Bhagavadgita e la Divina Commedia, che a lei era piaciuto molto. Mentre Shriman Matsyavatara Prabhu spiegava che Dante era potuto salire ai Regni Celesti grazie allo sviluppo di Maha-Karuna, la compassione, che va rivolta a tutti e non solo ai nostri parenti e amici, Krishnabhakti devi dasi - ascoltando quelle parole - è uscita dal corpo, con nella mano il japa che Shriman Matsyavatara Prabhu le aveva dato per la sua iniziazione. Abbiamo cantato a lungo il Maha-mantra, commossi e felici del suo successo spirituale. Krishnabhakti devi dasi ci ha offerto un esempio luminoso di onestà, dignità e amore. Oggi suo marito, davanti al suo corpo, ha voluto esprimere la sua testimonianza raccontando che lei anni fa era un po' inquieta, insoddisfatta; poi ha trovato un volantino di una Conferenza di Shriman Matsyavatara Prabhu e da quel giorno la sua vita è cambiata gradualmente; anche lui la vedeva sempre piu' serena... che bello! Il marito ha detto che è stato importante anche per lui che lei avesse potuto ricevere l'iniziazione spirituale, sapeva che dopo quel giorno lei avrebbe potuto salutarci con serenità. Mi considero molto fortunata ad aver potuto testimoniare i principali momenti dell'avvicinamento a Dio di Krishnabhakti Devi dasi; per me è stata una grande esperienza. Ero con lei quando si avvicinò alla cultura vedica partecipando ad una conferenza pubblica a Bologna e poi quando decise di iscriversi ai nostri Corsi per cominciare lo studio e la pratica della Bhakti. Mi ricordo quando diceva che, dopo aver seguito la sua precedente esperienza religiosa, era felice di aver intrapreso la Via della Bhakti che le aveva permesso di andare sempre piu' in profondità, di avvicinarsi sempre più intimamente al Signore. L'accompagnai alla visita medica nel 2006 quando per la prima volta le fu diagnosticata la sua malattia ed ero presente ieri alla conclusione del suo intenso percorso di vita che l'ha portata sempre più vicina alla Bhakti, vissuta con naturalezza e grande rispetto. Ricordo che pochi giorni fa descriveva con intensità il suo apprezzamento per la modalità di diffusione della Bhakti Vaishnava di Shriman Matsyavatara Prabhu, che rende possibile - con un linguaggio adatto ai nostri tempi - di creare l'indispensabile ponte tra la Saggezza antica e l'uomo di oggi, per permettere la comprensione della scienza di Vita della Bhakti ad ogni pellegrino sincero che percorre le vie di questo mondo.
Vostra servitrice in Guru e Krishna,
Bhaktirasa devi dasi

07 febbraio 2009

'Racconto di un'esperienza straordinaria' di Madhavipriya dasi.


Questa è la toccante testimonianza di chi ha vissuto direttamente l’iniziazione di Krishna Bhakti devi dasi nella condizione particolare di chi è consapevole di stare lasciando il corpo. Dal racconto si percepiscono l’intensità del particolare momento vissuto e la intima soddisfazione per l’ azione perfetta quale il coronamento reso possibile di una vocazione profondamente sentita.


Cari devoti e devote, i miei omaggi, glorie a Shriman Matsyavatara Prabhu e a Shrila Prabhupada. Jaya Shri Shri Radha Govinda Deva! Con il cuore commosso, vibrante di gioia per la straordinaria esperienza vissuta, ho piacere di inviarvi una memoria della visita che Shriman Matsyavatara Prabhu ha fatto a bhaktin Daniela, ora Krishnabhakti devi dasi, che sta preparandosi a lasciare questo corpo e questo mondo e che nel giorno fortunato del 26 gennaio ha ricevuto la sacra Diksha. Ho cercato di raccontare l'esperienza quanto più possibile fedelmente a quanto accaduto, con il desiderio di condividerla con i miei cari confratelli e consorelle e soprattutto con coloro che hanno conosciuto Krishnabhakti devi dasi e che, non avendo potuto partecipare alla sua sacra Diksha, erano comunque lì col cuore. Con gratitudine eterna verso il nostro amato Maestro spirituale, che permette di far trionfare la Vita anche in punto di morte, saluto con affetto ciascuno di voi.
Vostra servitrice,
Madhavipriya dasi


Bhaktin Daniela, nostra amica, corsista e devota, sta lasciando il corpo. La conosciamo dal 2005: carattere dolce, accogliente, mite, laureata in matematica, coordinatrice di un ufficio universitario. Da alcuni anni soffre di una malattia degenerativa irreversibile. Sabato 24 gennaio Shriman Matsyavatara Prabhu parla con bhaktin Daniela al telefono. Una conversazione commovente, toccante. Da cuore a cuore. Da anima ad anima. Da Guru ad aspirante discepola. Bhaktin Daniela confida: 'Mi sorprendo del livello di realizzazione che ho potuto acquisire grazie a Te; un conto è non avere paura teoricamente della morte, un conto è non averne paura quando stai per morire. Il dono più grande che ho ricevuto in questa vita è incontrare Te e i devoti e poter dedicare, dopo anni spesi per la famiglia e il lavoro, gli ultimi dieci anni della mia esistenza, dai 40 ai 50, alla spiritualità, allo studio e alla pratica della Bhakti'. Leggendo nel suo cuore, Shriman Matsyavatara Prabhu le chiede se avrebbe piacere di ricevere la sacra Diksha. Bhaktin Daniela rivela che ricevere l'iniziazione spirituale è il suo desiderio più intenso, più intimo, più profondo, che non aveva ancora osato esprimere. Il Signore rivela al Maestro spirituale ciò che è celato dalle parole. Il linguaggio dell'anima trionfa e il Guru legge i pensieri, realizza gli altrui desideri, i desideri di chi cerca il Rifugio, la Verità, l'Amore. La Salvezza si manifesta oltre le parole, scavalca le barriere dello spazio, si espande oltre i vincoli del tempo. Domenica sera Shriman Matsyavatara Prabhu ci comunica che martedì vorrà andare all'ospedale di Bologna dove bhaktin Daniela è ricoverata per svolgere il sacro rito e conferirle la Diksha. Ma il giorno dopo ci giunge notizia che il suo stato si è aggravato ulteriormente. I medici dicono che potrebbe morire tra un minuto o tra tre giorni. I dolori sono lancinanti, terribili. Il marito di bhaktin Daniela ci confida: 'Chiedete ai devoti di pregare affinché possa arrivare a martedì mattina e poter realizzare il suo sogno'. Bhaktin Daniela aspetta il Maestro, desidera intensamente la consacrazione. Il marito, che si è trasformato testimoniando l'evoluzione spirituale di lei, ha il suo stesso unico grande desiderio: che la morte la colga da iniziata, protetta e benedetta dalla sacra Diksha. Il tempo non aspetta. La morte è in agguato. La vita spirituale desidera sbocciare, trionfare, vincere la sofferenza del corpo che decade. Shriman Matsyavatara Prabhu decide di anticipare la partenza. Alle 16 di lunedì 26 gennaio inizia il viaggio verso bhaktin Daniela. Shriman Matsyavatara Prabhu va da lei per aiutarla a riconoscere la Vita, a valorizzarla, ad amarla: la vita dell'anima eterna che trascende la decadenza fisica ed è realizzata dalla persona risvegliata, che permette anche ad altri di scoprirla, sentirla, realizzarla. Shriman Matsyavatara Prabhu porta con sé foglie di Tulasi, acqua dei 108 fiumi sacri, una collanina di Tulasi, il tilaka, un japamala, una collana di fiori offerta a Shrila Prabhupada, dei libri sacri con i sacri mantra...e la Sua Bhakti che permea il cuore, ogni Suo gesto, ogni parola, movimento ed intenzione. Arriviamo all'ospedale. Sono le 18.30. Bhaktin Daniela si trova in una sala dell'Hospice che i cari devoti hanno preparato per l'occasione, per il grande Evento. Collane di fiori offerte alle Divinità sono appese vicino al letto, sopra il letto uno Shri Yantra, su di un tavolo foto di Shrimati Radharani e del Pancatattva, la Bhagavad-gita ed altri oggetti sacri. Entriamo. Assieme a Shriman Matsyavatara Prabhu ci siamo, oltre a me, Paramatmaji, Bhaktirasa e il marito di bhaktin Daniela. Bhaktin Daniela è miracolosamente lucida, cosciente. Stava in attesa del Suo Maestro ed il cuore piange di gioia quando Lo vede. Shriman Matsyavatara Prabhu le chiede: 'Qual è l'immagine divina a te più cara, che più conservi nella tua memoria?'. 'La Misericordia di Dio', risponde lei. 'Concentrati su questa immagine e visualizzala: Dio è Amore, Misericordia, Compassione. Il Nome di Dio ti mette in contatto con Dio, ti fa sentire Dio dentro di te. Krishna si manifesta nel Suo nome. Impara a memorizzarne anche il suono. Prova a pronunciare: Krishna... Rama... riesci?'. 'Sì', risponde bhaktin Daniela e pronuncia i Santi nomi: Krishna... Rama...Shriman Matsyavatara Prabhu mostra a bhaktin Daniela un'immagine di Shri Krishna con il flauto. Insieme pronunciano il Mahamantra. 'Hai piacere di ricevere la sacra Diksha?'. 'Sì!', risponde bhaktin Daniela, con la gioia nel cuore che irrompe. E' costretta sdraiata a letto, il corpo non si muove, il dolore è acuto, la morte si avvicina, ma la gioia dell'anima irrompe. 'Che tu possa scoprire Dio dentro di te. E' ciò che di più prezioso esiste. La salute che veramente ha valore è quella spirituale. Quella del corpo prima o poi tutti noi la perdiamo. Nessuno può conservarla per sempre. Adesso ti faccio il tilak sulla fronte, che purifica tutto il tuo corpo'. Shriman Matsyavatara Prabhu pronuncia i sacri mantra:

Om Keshavaya namah
Om Narayanayah namah
Om Madhavaya namah...

Poi le mette al collo la collanina di Tulasi che le ha portato: 'Questa collanina di Tulasi ti accompagnerà nel tuo viaggio in maniera splendida, ti proteggerà in eterno'. Poi le cosparge la testa con l'acqua sacra: 'In questo modo è come se tu ti fossi recata in tutti i sacri luoghi di pellegrinaggio e bagnata nelle loro sacre acque'. Bhaktin Daniela sussurra: 'Sono troppo felice'. 'Ti ho portato delle foglie di Tulasi. Ti ricordi Shrimati Tulasi Devi?'. 'Sì, mi ricordo', risponde bhaktin Daniela e prende le foglie di Tulasi. 'Senti il sapore? Quel sapore è Krishna. Tulasi Devi rappresenta per eccellenza la dedizione e la devozione a Dio'. Shriman Matsyavatara Prabhu continua: 'Questi riti preparatori che abbiamo svolto, in questa situazione di apatsu dharma sostituiscono il fuoco sacro. Shri Vishnu è arrivato, è qui; è come se qui ci fosse il fuoco sacro'. Shriman Matsyavatara Prabhu mostra ancora una volta a bhaktin Daniela l'immagine di Shri Krishna con il flauto:'Krishna Krishna! Krishna, proteggimi!'. Bhaktin Daniela ripete. 'Krishna Krishna! Krishna, rivelati a me!'. E bhaktin Daniela ripete. 'Poiché hai desiderio che io ti inizi alla vita spirituale, ti offro le mie benedizioni per questo percorso evolutivo, per questo viaggio verso la Gioia e l'Amore. Il tuo nome sarà: KRISHNABHAKTI devi dasi, la servitrice dell'Amore divino. Pensa all'Amore divino che è l'immagine più nitida che hai!'. Bhaktin Daniela con un dolce sorriso sul volto esclama: 'E' bellissimo!'. 'Tu diventi il tuo nome. Questa è la tua nityasvarupa, la tua forma spirituale eterna. Le cose del mondo hanno un termine per tutti e non possono mai essere veramente possedute. Per quanto brillino restano sempre fuori di noi, estranei alla nostra natura, ma la Bhakti è interna a noi, siamo noi! Krishnabhakti devi dasi è un nome di Shrimati Radharani. Shri Krishna esprime la Bhakti attraverso Shrimati Radharani. Ripeti il tuo nome'. E Krishnabhakti devi dasi, con amore, ripete il suo nome. I sacri mantra risuonano nell'etere, nei cuori, riempiono ogni spazio visibile e invisibile. 'Adesso hai intrapreso la via iniziatica. Ora sei collegata a Dio. Ripeti costantemente il tuo nome: Krishnabhakti devi dasi! Fallo risuonare dentro di te. Magari le parole escono a stento, ma dentro devi sentire la tua voce meravigliosa che canta questo nome. A te non sta succedendo niente di temibile. La malattia riguarda il tuo corpo. Tu non sei il corpo. Sei anima. Ora pensa a te, vivi la tua serenità interiore. Sei la servitrice dell'Amore per Dio. Questa è la ragione per la quale sei venuta in questo mondo. Tutti noi veniamo per giocare un certo ruolo e per imparare una grande lezione: l'Amore per Dio. Vorrei che tu ringraziassi tuo marito per quanto ti è stato vicino, per quanto ti ha amato. Ti ha favorito molto in questo viaggio, ti ha lasciato fare le tue scelte perché le ha riconosciute di valore. Prova ad esprimere un pensiero per lui'. Il marito ai piedi del letto si avvicina a Krishnabhakti devi dasi, prende la sua mano e lei gli dice: 'Ti ringrazio tantissimo'. Shriman Matsyavatara Prabhu prosegue: 'Vuoi confessarmi qualcosa? Vuoi alleggerirti di qualche peso? Io sono qui per aiutarti a superare l'esame più importante di tutta la tua vita. La vita è meravigliosa quando la si capisce sul piano spirituale'. Krishnabhakti devi dasi: 'Sì, ma a volte si può anche cadere'. E' vero, ma non è il tuo caso. Tu sei fortunata'. Shriman Matsyavatara Prabhu chiede uno specchio affinché Krishnabhakti devi dasi possa vedere il suo bel tilaka. 'Tutto è espressione di Krishna. Krishna ha tutto e ti dona tutto. Se cerchi tutto tranne Dio, puoi trovare tutto ma non Dio. Se cerchi Dio e Lo trovi, assieme a Lui troverai tutto, diceva Meister Eckart. Dio è tutto. Il mantra che sto per cantare significa: 'Krishna rivelati a Me, Krishna proteggimi'. 'Krishna pahimam Krishna rakshamam'. Shriman Matsyavatara Prabhu intona il canto e Krishnabhakti devi dasi canta con Lui. Bhaktirasa ed io teniamo di fronte a Krishnabhakti devi dasi due immagini: quella di Shri Krishna che suona il flauto e una che raffigura il misericordioso volto di loto di Shrimati Radharani. Krishnabhakti devi dasi guarda le immagini divine, le cerca con gli occhi, le tiene con le mani. Poi cerca la mano di Shriman Matsyavatara Prabhu. Il canto si diffonde, si radica nei cuori, penetra nell'anima. Shriman Matsyavatara Prabhu le dice: 'Hai ricevuto il più importante dei sacramenti che ti libera da ogni pericolo, da ogni errore commesso nel passato. Ora puoi sentire leggerezza nel tuo cuore'. I cari devoti venuti ad assistere Krishnabhakti devi dasi vengono invitati ad entrare. Shriman Matsyavatara Prabhu pronuncia a voce alta il suo nome: Krishnabhakti devi dasi ki, jay! E tutti i devoti ripetono quel nome benedetto. 'Shri Krishna è Manifestazione di Amore, Compassione, Accoglienza. Krishnabhakti devi dasi, sei molto fortunata: hai tante persone che ti vogliono bene e che ti sono vicine. Ricordati che tu non stai correndo nessun pericolo. La parte più intima e vera di te è collegata a Krishna. Tieni con te questo japamala, sentine il contatto. L'ho portato per te: anche solo toccandolo puoi ricordarti di me, di Shri Krishna e del tuo nome. Quando pensi al tuo nome sei connessa direttamente al Signore'. Krishnabhakti devi dasi prende in mano il japamala e assieme a Shrila Gurudeva canta i Santi Nomi. Ha dolori fortissimi in tutto il corpo. Ciononostante è verità sotto i nostri occhi che il dolore non intacca la sua coscienza. Entra l'infermiere che le somministra un farmaco per alleviare il dolore. Mentre l'ago entra nella carne, tra un gemito di dolore e l'altro, Krishnabhakti dasi ripete il nome spirituale che ha appena ricevuto. Shriman Matsyavatara Prabhu scrive il suo nome su di un foglio di carta e glielo consegna. 'Questo nome ti farà luce nel tuo viaggio. Sarai protetta dalla memoria di questo nome, dalla memoria delle esperienze che hai vissuto con noi. Krishna Krishna! Hari Hari! Jaya Govinda! Jaya Gopala!' Krishnabhakti devi dasi ripete questi Nomi sacri, canta le glorie divine. 'Stai serena, non stai correndo nessun pericolo', le dice Shriman Matsyavatara Prabhu, e lei ripete: 'No, nessun pericolo'. 'Stai recandoti in un posto meraviglioso, pieno di luce, di verde, di persone felici. Il tuo sogno diventa realtà. Sentirai che ogni pena del corpo è terminata e sentirai forte la tua dimensione spirituale. Adesso pensa solo alla tua natura d'Amore, pensa solo a Dio'. Shriman Matsyavatara Prabhu comincia a cantare il Mahamantra in una tonalità dolcissima e Krishnabhakti devi dasi canta con Lui. Tutti i devoti cominciano a cantare. Krishnabhakti devi dasi canta con loro! La mano di Shriman Matsyavatara Prabhu sulla sua. L’altra mano sulla sua testa. Krishnabhakti devi dasi canta! Con la ghirlanda al collo, con un bellissimo tilaka sulla fronte, con le foglie di Tulasi dentro la bocca e con l’Amore che pervade la mente, profondo dentro l’anima. Dentro di me prego: 'Che abbia anch’io questa stessa immensa fortuna, la più grande. Lasciare il corpo alla presenza del mio Guru Maharaja, che mi ricorda anche in questo momento cruciale quel che mi ha ricordato per tutta la vita: che solo lo Spirito è vero, che è Tutto. Che è la sola Realtà. È l’unica Realtà da ricercare, da amare, da desiderare, da realizzare'. Shriman Matsyavatara Prabhu è commosso. I devoti piangono. Sono lacrime d’Amore. Shri Shri Radha Govinda Deva, ki jay! Shri Shri Krishna Balarama, ki jay! Shri Shri Radha Vrajasundara, ki jay! Shri Bala Gopala, ki jay! Shrila Prabhupada, ki jay! Krishnabhakti devi dasi, ki jay! Shriman Matsyavatara Prabhu chiede a turno a ciascun devoto di avvicinarsi a Krishnabhakti devi dasi. Sono presenti, oltre ai devoti già menzionati, anche Paramakaruna, sua figlia Stefania, Jaya Govinda, bhaktin Lucia, bhaktin Angela, Bhadrarupini, Kaliyakrishna, bhakta Francesco e Paramananda. Krishnabhakti devi dasi cerca il suo japamala, lo tiene tra le mani: è il segno del suo legame eterno con Shri Shri Guru e Krishna. Shriman Matsyavatara Prabhu le dice: 'Adesso noi partiamo e ti lasciamo con la memoria del tuo nome. Senti che sei perfettamente protetta. Tutti noi siamo con te nel viaggio, diretti verso la stessa meta suprema: l’Amore divino'.
Con il massimo della voce che il suo corpo le permette, Krishnabhakti devi dasi esclama felice: 'E’ stato così bello!'. Bhaktirasa intona la preghiera al Signore Nrsimhadeva. Con quel filo di forza che le rimane nel corpo, Krishnabhakti devi dasi muove lievemente le labbra. La vediamo: nel cuore canta le glorie di Dio! '…keshava dhrita narahari rupa, jaya jagadisha hare, jaya jagadisha hare, jaya jagadisha hare...'. Il Nome divino: la Salvezza, la Vita, la Felicità spirituale che sconfigge la sofferenza, l'Eternità che vince la morte. Krishnabhakti devi dasi sussurra: 'Grazie di tutto questo'. Shriman Matsyavatara Prabhu: 'Sono sicuro che Shri Krishna provvederà meravigliosamente a te. Di qualsiasi cosa hai bisogno, chiedi a Krishna e Krishna ti soddisfa. Krishna è Kamadeva: realizza ogni desiderio. Krishna è infinita Misericordia, ed è questo il significato del nome spirituale che hai ricevuto. Fanne tesoro dentro di te ed esso ti condurrà al pieno successo. La vita è un viaggio e questo viaggio è stato per te molto fortunato'. 'Sì, è stato molto fortunato'. Krishnabhakti dasi dice ciò scandendo bene le parole, così come la sua consapevolezza è ben nitida, lucida, distinta. 'Mi hai detto che la forma divina che più ti è cara è quella della Misericordia e della Compassione. Pensa a Shri Krishna che nella Sua manifestazione di Misericordia facilita il tuo percorso. Guarda quest’immagine [Krishna che accarezza con il volto i piedi di loto di Shrimati Radharani]'. 'Bellissima!' dice Krishnabhakti dasi. 'Vuoi tenerla?', le chiede Shriman Matsyavatara Prabhu. 'Sì!' 'E’ una delle immagini più belle, alle quali sono più affezionato'. 'Ma allora no...tienila Tu', dice Krishnabhakti devi dasi con premura e sensibilità, ma Shriman Matsyavatara Prabhu risponde: “Io l’ho portata per te, prendila!'. Shrila Gurudeva le chiede di ripetere: 'Krishna è il nostro Amico eterno. Krishna è il nostro Amante eterno. È la nostra Gioia e Salvezza. E’ in tutte le creature e tutte le creature traggono da Lui sostegno'. Egli prosegue: 'Se ti senti attratta da questa immagine di Krishna, la tua vita ha raggiunto il successo. Le immagini del mondo, anche quelle più belle, non durano, ma quelle spirituali non ce le può mai sottrarre nessuno. Memorizza questa immagine divina e vivi con questa forma del Signore. Nella Bhagavad-gita Krishna dice: 'Chi pensa a Me, viene a Me'. Ricordi quando cantavamo i santi Nomi assieme durante i nostri Seminari? Adesso siamo tutti con te, ti auguriamo un viaggio bellissimo, nella gioia, nella luce, nell’Amore divino. L’Amor divino che move il sole e le altre stelle... ricordi che ti è piaciuto tanto quel Seminario su Dante e la Bhagavad-gita?'. Krishnabhakti dasi risponde con entusiasmo: 'Ah sì!' Chi è lì ad osservare, ad ascoltare, vede con chiarezza la Vita che trionfa sulla morte! 'Per l'anima non c'è né la nascita né la morte. Esiste e non cessa mai di esistere. Non muore quando il corpo muore'. 'Stiamo tutti facendo lo stesso viaggio, sulla stessa barca: siamo partiti dalla sponda dell’infelicità per approdare a quella della felicità'. 'Sì, ci dobbiamo credere', dice con tutta la sua forza Krishnabhakti devi dasi. 'Se pronunci il nome di Krishna, Krishna diventa la tua Realtà. Canta il tuo nome spirituale dentro di te e Krishna ti concede infinita Misericordia. Canta i Santi Nomi del Signore e trarrai pieno successo dall’esperienza di questa vita.... A presto!'. E Krishnabhakti dasi risponde: 'A presto!'. Lo ripete per due volte. I devoti escono ad uno ad uno dalla sala e prima di andarsene ciascuno si reca da Krishnabhakti devi dasi per salutarla. Quando io la saluto chiamandola per nome, mi dice: 'E’ bellissimo questo nome, pieno di dolcezza!' Poi io aggiungo: 'Sono così felice che ora sei nostra consorella!'. E lei mi risponde con gioia: 'Anch’io, tanto!'. Poi dice a Shriman Matsyavatara Prabhu: 'Grazie per il Bene che mi vuoi'. E Lui: 'Che il Signore ti illumini e ti protegga sempre'. Usciti da quella sala in cui trionfa sulla morte la Vita, Shrila Gurudeva ci dice: 'Quel che conta nella nostra esistenza è quanto abbiamo realizzato l’Amore divino. Questi momenti speciali strutturano, rafforzano la nostra consapevolezza spirituale: testimoniare la realtà della morte e lo stato di serenità con cui la si può affrontare'. Mentre usciamo passiamo davanti ad altre stanze con altri malati terminali, altre coscienze, altre vite: la tv rimbomba in quelle stanze dove chi deve affrontare la morte, dentro è già morto. Il vuoto impera e dispera. Passiamo di fronte ad una sala dove sono riuniti gli infermieri del reparto; Shriman Matsyavatara Prabhu saluta unendo le mani e chinando la testa, in segno di preghiera, e loro fanno altrettanto. Il loro gesto e i loro sguardi lasciano intuire che in una qualche misura hanno capito l'importanza di quel che è stato fatto. Sembra che un po' di speranza sia entrata anche dentro di loro, che assistono sofferenti altri sofferenti, senza strumenti per comprendere il significato della morte e la preziosa lezione della vita. La caposala del reparto ha partecipato ad un Seminario ECM di Shriman Matsyavatara Prabhu e l’infermiere che sta assistendo Krishnabhakti devi dasi desidera approfondire gli insegnamenti spirituali che pratichiamo. La Vita porta la Vita. Mentre usciamo dall’ospedale Shriman Matsyavatara Prabhu ci dice: 'Il momento della morte è quello più cruciale di tutta l’esistenza. E’ lì che si gioca il nostro futuro: di sofferenza, avvolto nelle tenebre, o di gioia, rifulgente di luce divina'. Sono quasi le nove di sera. Saliamo in auto per ripartire. I devoti commossi, felici, profondamente toccati dala straordinaria esperienza vissuta, salutano Shriman Matsyavatara Prabhu e offrono i loro omaggi intonando un kirtana. Sono state ore indimenticabili: un'esperienza fuori dallo spazio, fuori dal tempo, che rimarrà per sempre nella nostra memoria. Nel cuore grido: 'Krishnabhakti devi dasi, siamo uniti a te! Al centro c'è il nostro amato Maestro: se sempre Lo seguiremo, Egli ci guiderà fino a Krishna, poiché ci insegna con la vita, con l'esempio, con l'Amore vero'. Poco prima che il suo stato di salute si aggravasse, Krishnabhakti devi dasi stava preparando l'esame sulla filosofia della Bhagavad-gita, all'interno del Corso di approfondimento in Teologia. Il capitolo cui era arrivata: 'Raggiungere il Supremo'. E noi abbiamo visto: il nostro Maestro l'ha accompagnata sul sentiero che conduce a Dio! Che questa lezione di Vita sia per ciascuno di noi! Non perdiamo tempo, dedichiamo la vita alla Vita! Rifletto profondamente su quanto accaduto e ringrazio Shri Shri Guru e Krishna per questa meravigliosa e importantissima esperienza. Gli Shastra dicono che il contatto con un puro devoto del Signore può trasformare in breve la vita di ogni essere, da condizionato a liberato, a fervente innamorato di Dio. L'opera di Misericordia di un puro devoto penetra l'esistenza quotidiana, le azioni, i pensieri, i desideri, le emozioni, i sentimenti di chi si predispone ad accoglierla, fino a permearne l'intera coscienza. Gli studi svolti da Krishnabhakti devi dasi, la compagnia dei devoti, la partecipazione ai Seminari di Shriman Matsyavatara Prabhu (l'ultimo al quale ha partecipato è stato il 30 novembre del 2008), l'ascolto delle innumerevoli lezioni, i ripassi di gruppo e individuali con Bhaktirasa, il canto dei Nomi divini... così la Vita si è risvegliata progressivamente. L'Amore che si riaccende, la Saggezza che illumina, Dio che si manifesta nell'uomo e l'uomo che si ricollega a Dio, scoprendoLo nell'intimo di sè. Grazie infinite, Shriman Matsyavatara Prabhu, per gli strumenti di salvezza che ci hai donato e che continui a donarci per permetterci di realizzare la Bhakti, l'unico vero scopo della vita. GRAZIE! Grazie da parte mia, di Krishnabhakti devi dasi e di tutti coloro che hanno beneficiato dei Tuoi insegnamenti e che ne beneficeranno in futuro! Buon Viaggio, Krishnabhakti devi dasi! A presto!

'Centro Studi Bhaktivedanta: una via accademica verso la spiritualità' di Paramatma dasi.

L'incontro con il Maestro.
New Delhi, India, Agosto 1976. Marco Ferrini, giovane designer di arredamento di successo internazionale, entra nella stanza di Shrila Prabhupada nel tempio ISKCON che dà sulla Mahatma Gandhi Road, per l'incontro della sua vita. 'Sfortunatamente la società moderna non è dalla parte di Dio' - gli dice Prabhupada, - ecco perché non può andare verso la felicità, ma anzi, si sta dirigendo verso la sconfitta!…Non sprecare il tuo tempo. Sei una persona di talento. Sai da dove viene il talento? Qual è la sua sorgente, a chi appartiene? E' proprietà di Dio, proprio come tutto ciò che esiste, inclusi i frutti del tuo lavoro. Hai un'unica responsabilità: servire Krishna con i tuoi talenti; lo scopo della vita è conoscere Krishna e ciò si può ottenere solo servendoLo con amore e devozione. Quando torni a casa canta Hare Krishna, studia la Bhagavad-gita e parla di Krishna a chiunque incontri; Krishna ti proteggerà, non temere'. Marco prende a cuore queste esortazioni. Racconta alla propria famiglia dell'incontro con Shrila Prabhupada e sia la fidanzata che i genitori accettano la via della coscienza di Krishna. Ben presto comincia a servire la Missione di Shrila Prabhupada prendendosi cura di aspetti legali ed economici nel Movimento ISKCON in Italia ed organizza numerosi programmi mirati alla diffusione nella società dei valori vaishnava. Nel Maggio del 1977, per Nrsimha-Caturdashi, Marco e sua moglie Marisa ricevono la prima iniziazione da Shrila Prabhupada, con i nomi di Matsyavatara das e Manupatni devi dasi. Dopo tanti anni di servizio dedicato in una gran varietà di settori, Matsyavatara Prabhu realizza su che cosa deve concentrarsi nel proprio servizio a Shrila Prabhupada: 'Sono passati quindici anni da quando ho incontrato Prabhupada per la prima volta - scrive Matsyavatara Prabhu. Ho meditato profondamente sui Suoi insegnamenti e mi convinco sempre più che il canale culturale e l'insegnamento sono mezzi importanti per la diffusione della filosofia di Shri Caitanya e della tradizione vedica e Gaudiya Vaishnava in Occidente. Il mio obiettivo è quello di introdurre la letteratura Vedica nelle Università e in altre importanti istituzioni culturali'.

Entrate nelle Università.
Shrila Prabhupada desiderava fortemente che i valori eterni del Vaishnavismo giungessero nelle istituzioni culturali:
Krishna afferma nella Bhagavad-gita: 'Qualsiasi azione compia una persona importante, gli altri la seguono'. Shrila Prabhupada era consapevole che se le persone che occupano posti di rilievo nella società avessero accettato e praticato il bhakti-yoga, molti altri avrebbero seguito il loro esempio. Prabhupada incontrava personalmente professori e studenti e ad alcuni dei suoi discepoli insegnava come sviluppare programmi accademici: 'Mi sta particolarmente a cuore il vostro programma per gli studenti universitari. Sono intelligenti e desiderosi di cogliere la conoscenza più elevata, quindi cercate di prendervene cura e di stimolarli gradualmente verso la Coscienza di Dio'. Prabhupada sottolineava spesso l'importanza di accedere agli ambienti colti per introdurvi i contenuti di portata universale delle opere vedico-vaishnava; conosceva il potenziale degli studenti e desiderava che alcuni dei Suoi discepoli andassero nelle Università e nelle scuole ovunque fosse possibile e facessero del loro meglio per trasmettere la saggezza vedica e la devozione vaishnava a persone pronte a riceverle.

Centro Studi Bhaktivedanta.
Il Centro Studi Bhaktivedanta di Storia e Filosofia Vaishnava è uno strumento appositamente creato per presentare la letteratura vedico-vaishnava in ambito accademico. Ufficialmente fondato nel 1996 da Matsyavatara Prabhu, grazie anche all'incoraggiamento di S.S. Hridayananda Gosvami ed altri confratelli, è infatti un'Istituzione dedita allo studio e all'insegnamento della cultura antico-indiana. Associazione non-profit riconosciuta, tramite il proprio Dipartimento Accademico delle Scienze Tradizionali dell'India, opera prevalentemente in Istituzioni culturali ed è presente in numerose Università. Il sapere dell'India antica, che ha ispirato civiltà e studiosi di ogni tempo, con valori e contenuti di pratico utilizzo nella vita di tutti i giorni, è più che mai attuale. La Filosofia, la Psicologia, la Medicina Ayurvedica e le discipline Yoga della tradizione antico-indiana, integrano le conoscenze provenienti dalla moderna ricerca scientifica. Scopo del Centro Studi è quello di rendere disponibile al vasto pubblico questa eredità culturale, che trascende epoche storiche e limiti geografici, utilizzando anche le più recenti modalità pedagogiche. Il CSB collabora con Istituti, Università e singoli ricercatori, in Italia e all'estero. Organizza Conferenze, Seminari residenziali a tema e Seminari E.C.M. (Educazione Continua in Medicina) accreditati dal Ministero della Salute. Corsi del CSB tenuti presso Università sono stati riconosciuti dal Provveditorato agli Studi per l'aggiornamento di docenti di ogni ordine e grado. Le Conferenze sono eventi pubblici ad ingresso gratuito. Si svolgono in varie città d'Italia e offrono a centinaia di persone l'opportunità di un primo contatto con la saggezza dell'India. I Seminari residenziali, della durata variabile da 1 a 7 giorni, sono a numero chiuso e consentono di approfondire le tematiche introdotte dalle Conferenze. Durante questo tipo di esperienza, i partecipanti condividono, in un'atmosfera raccolta e stimolante, insegnamenti, pratiche e riflessioni personali. I Seminari rivolti a medici e operatori sanitari sono aperti anche alla partecipazione di pubblico non specialistico e affrontano tematiche varie alla luce della Tradizione antico-indiana, ricca di principi per mantenere e ripristinare la salute fisica, psichica e spirituale. Ha ricevuto notevole riscontro nell'ambito di questi programmi, la Psicologia dell'Assistenza ai Malati Terminali e ai loro familiari, che prevede un'analisi approfondita dell'evento morte nel percorso di ogni esistenza individuale. Il CSB produce materiale didattico: Dispense, Libri di testo, Audiocassette, CD, saggi ed articoli, che trattano tematiche inerenti Filosofia, Scienza, Arte e Religione dell'India antica. Il Dipartimento Accademico del CSB mette a disposizione Corsi a vari livelli, per approfondire la conoscenza e l'utilizzo pratico del sapere vedico e conseguire qualifiche e titoli universitari, quali Master e Dr. Ph.D.. Coniugando la sapienza millenaria della tradizione indiana con un linguaggio e una metodologia adatti alle persone e alle problematiche di oggi, il CSB si interfaccia con varie realtà socio-culturali, aprendo un dialogo tra discipline occidentali ed orientali, con l'obiettivo di offrire un approccio olistico alla conoscenza e sviluppare il potenziale umano. 'Sin dall'inizio persone sincere e volonterose hanno offerto il loro contributo per portare avanti le varie responsabilità - spiega Matsyavatara Prabhu. Impegnando questi devoti in numerosi servizi, li ho gradualmente educati, sostenendoli anche in momenti decisivi in cui facevano scelte importanti nella loro vita. Molti di loro, colti e ben situati nella società, hanno dato un valido aiuto. Questi collaboratori, alcuni oggi discepoli, altri studenti, vivono nelle proprie case e mi assistono in questo progetto culturale. Questi giovani, verso i quali mi sento molto grato, sono la nostra grande speranza'. Scopo del Centro Studi Bhaktivedanta (CSB) è anche quello di aiutare i devoti ad acquisire le qualifiche accademiche per diventare, a loro volta, ricercatori ed educatori in rispettabili istituzioni. "La mia speranza - dice Matsyavatara Prabhu - è che questi ragazzi diventino punti di riferimento per coloro che desiderano acquisire e sviluppare una conoscenza profonda della tradizione Vedico-Vaishnava. I tempi sono maturi per un'integrazione culturale fra Oriente e Occidente. Per circa due secoli - continua Matsyavatara Prabhu - e soprattutto in Occidente, i Veda sono stati commentati da una categoria di eruditi la cui formazione, intrisa di pregiudizi tipicamente eurocentrici, portava ad interpretazioni poco parziali di questi testi. Oggi, a seguito di mutamenti politici e socio-culturali mondiali, i ricercatori e gli studiosi sono più aperti, più pronti ad accettare un dialogo e a riconsiderare i contenuti della cultura vedica, che in molti casi anticipano di millenni le scoperte della più recente ricerca scientifica.

Testimonianze.
Sono molte le persone, fra le migliaia che frequentano i programmi del Centro Studi, a ringraziare in modo autentico, con lettere e parole, per quello che ricevono da Matsyavatara Prabhu e dal suo staff e per come insegnamenti e pratiche influiscono positivamente nella loro vita. Anche a livello pubblico ed istituzionale sono giunte e giungono testimonianze che denotano stima e apprezzamento per l'opera che il CSB porta avanti. Matsyavatara Prabhu ha tenuto Corsi sul pensiero filosofico indovedico nella Facoltà senese di Lettere e Filosofia ininterrottamente per un quinquennio. Tiene conferenze e Corsi in Atenei ed Istituti culturali di prestigio, quali La Sapienza di Roma, La Statale di Milano, le Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa e Trento, la Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna, l'Istituto di Cultura Germanica di Bologna, l'Istituto superiore di Scienze Sociali Rezzara di Vicenza, l'Istituto superiore di Teologia di Verona e numerosi altri. I Corsi tenuti da Matsyavatara Prabhu nella prestigiosa Università di Siena presso la Facoltà di Lettere e Filosofia hanno avuto notevole successo, sia fra gli studenti che fra i docenti, i quali ad ogni appuntamento affollavano l'aula magna e faticavano ad andarsene anche quando le due ore di lezione si erano ormai esaurite da un pezzo. Il Preside della Facoltà, riferendosi al ciclo di lezioni sulle Upanishad vediche, ha ringraziato personalmente con una lettera significativa, che si conclude così: 'Frutto della collaborazione tra la Facoltà e il Centro Studi Bhaktivedanta di Storia e Filosofia Vaishnava, tale Corso ha dato ottimi risultati, con piena soddisfazione della Facoltà'. Con parole del tutto simili si esprime sempre in una lettera il docente di Filosofia delle Religioni: 'Il Corso si è rivelato di notevole suggestione ed ha riscosso un grande successo presso i partecipanti, suscitando intense e coinvolgenti discussioni, richieste di approfondimento e qualificati interventi'. Un'altra importante collaborazione del CSB è quella con il Ministero della Salute, per il quale il Centro Studi ha già tenuto diversi seminari ECM sul tema Psicologia per l'assistenza ai malati terminali e ai loro familiari. L'ultimo evento di questa serie si è svolto lo scorso 13 dicembre a Milano ed ha avuto particolare rilevanza, in quanto ha ottenuto il patrocinio dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia e si è tenuto presso la loro sede. Oltre a numerosi psicologi, hanno preso parte all'evento psico-oncologi, tanatologi, fisioterapisti, infermieri, insegnanti e persone che hanno comunque sentito l'esigenza di acquisire una preparazione in tale ambito, per loro e per il contesto sociale e professionale in cui operano. Ecco cosa scrive in proposito Barbara Volpi, giornalista che ha partecipato al seminario: C'e un'enorme differenza tra dogmatismo e Conoscenza, come esiste un abisso tra il sermoneggiare e il Comunicare. La prima sensazione avuta nell'ascoltare il Prof. Marco Ferrini (premetto che era la prima volta che l'incontravo) è stata quella di trovarmi davanti a qualcuno la cui Conoscenza viene molto da lontano e la cui capacità di Comunicare non si esplica in mere parole, quanto nella capacità di toccare profondamente l'Anima di chi gli sta di fronte. Le tematiche trattate (la malattia terminale, il trapasso) sono di per sé delicate e presuppongono apertura di cuore e libertà di pensiero, poiché riguardano tabù ancora culturalmente radicati nella nostra civiltà. Essendo da più di quindici anni insegnante di Yoga ed essendomi imbattuta personalmente in alcune delle esperienze sopra citate, molte delle argomentazioni prese in considerazione non erano per me nuove ma, devo ammettere, mai in vita mia le avevo sentite esposte in modo così completo, sentito, esaustivo. Mi ha stupito la perfetta armonizzazione tra visione Occidentale e Orientale, integrazione che mai avevo trovato nel mio breve viaggio di ricerca. Ringrazio ancora il Prof. Ferrini per aver risvegliato in me la voglia di rimettermi in cammino in un momento in cui non riuscivo più a trovare l'attitudine giusta. Personalmente non credo alla definitività delle risposte ma la definitività della ricerca è, come il moto, il sapore della vita. Così, gli insegnamenti di Shrila Prabhupada e la visione di Shri Caitanya approdano con successo in alcuni degli odierni 'templi del sapere' e soprattutto fanno breccia nel cuore di molte persone, sinceramente alla ricerca dell'antica sapienza, le quali trasformano le loro vite e nei casi più fortunati, già numerosi, fanno propri i valori della tradizione vedico-vaishnava. 'Oggi - dice Matsyavatara Prabhu - c'è la possibilità di operare una sintesi tra saggezza ed esperienza orientali ed occidentali. Pubblicazioni scientifico-accademiche e Facoltà universitarie sono ormai i naturali interlocutori di chi ricerca la conoscenza. Storia, filosofia, psicologia, scienza, sociologia, arte e religione sono fondamentali per la diffusione della cultura, in quanto contribuiscono a fornire nozioni basilari e dati concreti per esaminare e comprendere i fenomeni della vita. Una solida base culturale è importante e necessaria, non solo per le persone in generale, ma anche e soprattutto per chi intraprende una via di ricerca spirituale, in particolar modo se vive in Occidente e desidera operare all'interno della società. Sebbene le funzioni logico-razionali abbiano i loro limiti, possiamo trarne il massimo vantaggio per comprendere più a fondo ciò che facciamo e perché, e strutturare così una base solida su cui la sfera emotiva può trovare fondamento e supporto e cui la persona può fare appello per superare i momenti di crisi'.

Bhaktiseva ai Vaishnava.
Il CSB nasce dall'esigenza di sviluppare una relazione costruttiva tra l'esperienza Gaudiya Vaishnava e la società nella quale viviamo, desiderando ricucire lo strappo creatosi tra le spiegazioni scientifiche e quelle teologiche sulla vita e sull'universo. 'Questo progetto accademico vuole prima di tutto essere un servizio ai Vaishnava - spiega Matsyavatara Prabhu. E' particolarmente importante guidare e sostenere i giovani devoti con empatia in tutti gli eventi cruciali che la loro conversione comporta e durante i loro sforzi nella sadhana e per l'integrazione sociale. Ciò significa offrire loro, per un periodo di tempo sufficientemente lungo, l'orientamento globale che il trasferimento da una cultura all'altra richiede, finché hanno completato una rinascita culturale su nuove basi spirituali'.

Le persone del Progetto.
Alcuni di noi sono spiritualmente nati e cresciuti con il CSB. Specialmente quelli fra noi che hanno incontrato Shrila Gurudeva Matsyavatara Prabhu come giovani studenti, avrebbero potuto avvicinare il Vaishnavismo solo grazie alla prospettiva culturale con la quale egli ce lo ha presentato. Per la nostra impostazione, infatti, ci sarebbe risultato alquanto difficile accettare i valori e i princìpi della scienza della bhakti vaishnava in un modo diverso. La spiegazione di verità fisiche, metafisiche e spirituali attraverso un linguaggio scientifico, ha soddisfatto il nostro taglio intellettuale ed è arrivata fino al cuore. E' in particolare per persone come eravamo noi, altrimenti senza speranza, che il CSB è stato fondato, persone per le quali risulta necessaria una serie di preliminari socio-culturali, grazie ai quali possano essere gradualmente preparate ed educate alla comprensione prima e all'accettazione poi di certe realtà. Tali preliminari debbono necessariamente affondare le loro radici nel contesto in cui si parla e nel background dei nostri interlocutori, i quali per non perdersi o per non rifiutare a priori quello che desideriamo offrire loro, necessitano canali, linguaggi e modalità che si confacciano alla loro realtà. I devoti del CSB provengono da esperienze diverse, sia accademiche che professionali. La maggior parte di loro, sostenendosi con i frutti della propria professione, contribuisce alle attività del Centro Studi in uno spirito di volontariato, presupposto indispensabile per lo sviluppo della bhakti. Collaborando sulla base di 'love and trust', mettono a disposizione del progetto competenze peculiari e risorse, contribuendo alla diffusione della Coscienza di Krishna nella società, anche attraverso il loro personale esempio di vita.

Seminari.
I seminari del CSB sono eventi stimolanti sia culturalmente che spiritualmente. Oltre a quelli residenziali, molto frequenti e della durata massima di due giorni, quattro volte all'anno il Centro Studi Bhaktivedanta offre seminari di più ampio respiro: un'intensa settimana di sat-sanga a beneficio dei vaishnava e di tutti quei ricercatori spirituali interessati alla cultura dell'India antica. I partecipanti hanno la possibilità di apprezzare gli aspetti principali della sadhana-bhakti: mangala-arati, meditazione sui sacri mantra (Harinama-japa), lezioni sugli shastra, prasadam, teatro, musica, canti, ed altre espressioni della spiritualità vaishnava. Questi seminari, generalmente frequentati da un centinaio di persone, includono passeggiate e lezioni all'aperto in ambienti suggestivi e stimolanti per la ricerca spirituale, in montagna, al mare o comunque in luoghi caratterizzati da bellezze naturali. Per molti l'opportunità più ambita è quella degli incontri personali con Matsyavatara Prabhu, per esprimere, analizzare e risolvere problematiche anche contingenti ma inquadrate nella prospettiva spirituale. Le persone si sentono a loro agio; sentono che ci si prende cura di loro, e in un'atmosfera sattvica e gioiosa aprono cuore e mente, trasformando blocchi ed ansietà in luce, ispirazione e speranza. I devoti colgono l'occasione per rafforzare la sadhana e rinnovare le proprie motivazioni. Nell'arco di una sola settimana accade spesso che alcuni tra i nuovi partecipanti facciano loro principi, valori e pratiche della Coscienza di Krishna, e il commiato è per tutti sempre emozionalmente difficile.

Il Progetto nel Progetto.
Nell'anno 2000 il CSB ha fondato il Dipartimento Accademico delle Scienze Tradizionali dell'India, per consentire un approfondimento organico della cultura antico-indiana attraverso tre principali indirizzi di studio: Psicologia (con possibilità di un approfondimento in Ayurveda); Filosofia e Letteratura; Archeologia, Storia e Storia dell'Arte. Nella formulazione personalizzata del Piano di Studi, ogni Corsista può scegliere tra 57 materie attivate dal Dipartimento Accademico, che consentono di esplorare l'immenso campo di conoscenza offerto dalla civiltà dei Veda: un sapere pratico a vantaggio della crescita individuale e della vita sociale. Le materie riguardano temi di: psicologia, filosofia, etica, sociologia, religione, arte, storia, archeologia, e si basano sul pensiero delle scuole tradizionali indovediche, trattato con linguaggi, esempi e contesti della nostra attualità. Il Dipartimento Accademico opera in tutta Italia e i Corsisti provengono da differenti realtà sociali e professionali; i Corsi infatti sono utili per chiunque in quanto i loro contenuti permettono di:
- ampliare ed integrare la propria cultura;
- conseguire un titolo universitario in tempi brevi;
- apprendere in buona compagnia;
- recuperare e sviluppare le proprie risorse;
- ottimizzare il proprio riconoscimento sociale e professionale;
- migliorare la capacità di comunicare e di conseguenza le relazioni;
- accedere a livelli superiori di consapevolezza;
- innalzare la qualità della vita.
Questo sapere viene riconosciuto e valorizzato fino al più alto livello con qualifiche effettive: con i Corsi Base, Avanzato e Master, si riceve un Attestato dal Dipartimento Accademico del CSB, che certifica le competenze acquisite; i Corsi di Bachelor, Master e Doctorate si concludono con un Attestato rilasciato da College e Università non traditional statunitensi, con cui il Centro Studi Bhaktivedanta collabora. Bachelor, Master e Doctorate certificano il raggiungimento di traguardi di studio in una specifica area culturale. Si tratta di titoli accademici di diritto statunitense e i loro effetti sono da questo definiti; non sono equipollenti a titoli di studio di diritto italiano, ma consentono, a chi li consegue, di riconoscersi e di essere riconosciuto esperto in un preciso ambito del sapere (ad es. Ph.D., Dr. in Ayurvedic Psychology). Tali titoli confermano di fronte a tutti il possesso di una cultura che conferisce alto valore d'immagine, e di cui ogni datore di lavoro privato è impensabile non tenga conto, quindi anche praticamente utile. I Corsi, comodi e flessibili, sono pensati soprattutto per chi è professionalmente e socialmente impegnato; prevedono infatti uno studio autonomo, da casa propria, seppur assistito dai Docenti del Dipartimento Accademico. La partecipazione ai Seminari è facoltativa. Il numero delle materie varia secondo il livello di Corso: due nel Corso Base, pensato per chi desidera avvicinarsi allo studio della cultura antico-indiana; tre più un seminario nel Corso Avanzato, per acquisirne i fondamenti; sei più un seminario nel Corso Master, che consente un primo approfondimento di un'area specifica, con indirizzi in Psicologia dello Yoga; Psicologia dell'Ayurveda; Filosofia e Scienza; Letteratura; Lingue Tradizionali; Archeologia e Architettura ecologica (Vastu); Arte e Storia. Il Bachelor, primo dei tre livelli che consentono il conseguimento di un titolo universitario, prevede nove materie e due seminari. Il Master, corso di perfezionamento, prevede dodici materie e tre seminari. Il Doctorate infine consente di completare la conoscenza nell'ambito di studio prescelto e di ottenere il massimo riconoscimento accademico: l'Attestato di Doctorate e il titolo di Dr., Ph.D.; prevede quindici materie e quattro seminari. Si può partire da qualsiasi livello di Corso e le iscrizioni sono aperte tutto l'anno. Il materiale didattico fornito dal CSB, è principalmente costituito da Libri di testo e Audiocassette, caratterizzati da un linguaggio scorrevole e contenuti essenziali, che permettono di accedere con facilità e soddisfazione al cuore di ogni materia. I Testi, per la maggior parte frutto della lunga esperienza di Matsyavatara Prabhu, contestualizzano lo studio delle opere originali in una prospettiva culturale ampia, con riferimento al sapere d'Occidente. Le Audiocassette, supporto fondamentale per un apprendimento rapido ed integrato, sono registrazioni digitali di lezioni tenute da Matsyavatara Prabhu presso varie Università ed Istituti culturali, e dai vaishnava Docenti del Dipartimento Accademico. L'ascolto, da sempre mezzo tradizionale per l'acquisizione della conoscenza, consente di interiorizzare meglio i contenuti dei Libri di testo, oltre ad offrire ulteriori spunti di riflessione e di approfondimento. Altro strumento piacevole ed efficace è l'e-forum, un'area internet riservata ai Corsisti, cui si accede con una password e dove, oltre a poter visionare e scaricare materiale didattico integrativo, si possono porre domande relative alle materie di studio e ricevere risposte entro 48 ore. Si crea una vera e propria rete, per cui lo studio avviene davvero in compagnia, perché ci si trova a condividere, sia con i Docenti che con altri Corsisti, riflessioni, commenti e soluzioni ad eventuali incomprensioni sorte durante lo studio. Entrando nell'Aula magna virtuale si possono leggere non solo le domande e le risposte personali ma anche quelle di tutti gli altri Corsisti, cosa che costituisce un significativo arricchimento culturale. Numero e tipologia degli esami, previsti ogni 3 mesi, variano a discrezione del Corsista, secondo le sue disponibilità di tempo e d'impegno. Le Sessioni d'esame sono occasione di incontro e di scambio tra i Corsisti, provenienti da ogni parte d'Italia, e i Docenti, la cui funzione non è quella di cogliere in fallo, bensì di orientare ed aiutare il corsista ad esprimere ed applicare al miglior livello la conoscenza acquisita. Tramite un test scritto e un colloquio orale si ha infatti la possibilità di verificare, ma soprattutto di valorizzare, ciò che si è studiato. I Corsisti scrivono o chiamano giornalmente in sede esprimendo soddisfazione e grande apprezzamento per gli strumenti didattici, la buona compagnia e per i risultati concreti che sperimentano in prima persona. Si dicono grati per il fatto che lo studio intrapreso li guida su un percorso di conoscenza che li aiuta a guardare alla vita da prospettive più alte e più ampie. Parlando del Centro Studi Bhaktivedanta, Matsyavatara Prabhu afferma: 'Se in questa vita posso essere in qualche modo utile nello sviluppo di questo progetto per offrirlo a Shrila Prabhupada e a tutti i Vaishnava, sarò soddisfatto'. Rivelando la natura spirituale del progetto e ciò che considera come l'essenza del proprio impegno personale, continua: 'desidero prendermi cura spirituale dei devoti che Shrila Prabhupada e Shri Krishna mi hanno inviato e mi invieranno in futuro. Desidero farlo con un approccio olistico, aiutando discepoli e studenti, attraverso la misericordia divina, ad integrare la loro personalità e a fare del servizio devozionale il fulcro della loro vita, affinché possano gradualmente accedere al livello più elevato della bhakti'.

06 febbraio 2009

Il miglior progetto mondiale per la diffusione del sapere vedico-vaishnava.

Mercoledì 1 Marzo 2005, presso il Tempio “Chandrodaya Mandir” situato a Nadìa, nel Bengala occidentale, si è svolto un importante evento che ha visto, tra gli altri, il Centro Studi Bhaktivedanta protagonista all’interno di una premiazione avvenuta nel grande “ Pandal ” allestito in occasione del Festival annuale di “Shri Gaura Purnima”. Il grande Teatro-tenda, che vanta una capienza di 600 posti a sedere, un palco spazioso perfettamente attrezzato e un impianto audiovisivo di ottima qualità, era destinato alle diverse celebrazioni del Festival e offriva accoglienza a devoti provenienti da tutte le parti del mondo.

La cerimonia di consegna dell’attestato a S.G. Matsyavatara Prabhu da parte di S.S. Jayapataka Maharaja.

La serata si è aperta con l’introduzione di Sua Santità Jayapataka Maharaja, responsabile mondiale del progetto congregazionale della ISKCON, nonché membro del Corpo Governativo della stessa. Sua Santità ha presentato una videoproiezione su grande schermo la quale, mediante fotografie, filmati, grafici e animazioni, mostrava i più importanti risultati ottenuti attraverso i numerosi programmi orientati alla diffusione della Cultura Vedico-Vaishnava su scala mondiale. La video-proiezione, che riassumeva i conseguimenti ottenuti a livello mondiale nell’anno 2005, dava un posto di rilievo alle attività del CSB, già riconosciuto come uno dei principali progetti in Italia, sottolineandone l’eccellente organizzazione e lo spiccato potenziale di penetrazione culturale nella società.

Terminata la proiezione Jayapataka Maharaja, al fine di soddisfare le numerose richieste di informazioni riguardo il Dipartimento Accademico delle Scienze Tradizionali dell’India che, fin dal suo nascere ha stimolato l’interesse di centinaia di persone, ha invitato Shriman Matsya Avatara Prabhu, fondatore e presidente dello stesso, a presentare personalmente il suo progetto per definirne motivazioni ed obiettivi. Le immagini del video dimostrativo scorrevano sul grande schermo durante l’esposizione di Matsyavatara Prabhu, provocando un effetto audio-visivo di grande impatto sul pubblico. Venivano mostrate scene reali di vita relative all’Accademia, alle conferenze pubbliche e ai seminari residenziali, ed ogni attività svolta nell’ambito del Centro Studi si alternava con ritmo perfetto.

L’esposizione di Shriman Matsyavatara Prabhu, eseguita con grande maestria e genuina umiltà, verteva anzitutto sull’intento del Centro Studi nell’operare una delicata operazione di transfert culturale nella società occidentale, per permettere a milioni di persone di diversa estrazione sociale, nonché professionale ed accademica, di poter accedere in modo semplice e scevro da pregiudizi di carattere etnico, culturale o religioso, all’antica scienza tradizionale dei Veda, la quale, nella sua profondità e completezza sotto ogni punto di vista, può permettere l’elevazione dell’individuo a più alti e luminosi piani di comprensione riguardo la “vita” e il suo obiettivo finale, offrendo pertanto benefici sia sul piano individuale, sia su quello collettivo, e promuovendo così illimitate possibilità di crescita e progresso sostenibili, per l’intera società umana.

L’interfaccia culturale del Dipartimento Accademico stimola genuinamente l’interesse di svariate persone inizialmente poco propense ad aspetti fideistici, permettendo loro un approccio graduale e ad ampio respiro che consente, sotto una buona guida, un equilibrato risveglio delle qualità latenti individuali. I corsisti iscritti all’Accademia, come spiegava Matsyavatara Prabhu, mediante un percorso di studi personalizzato, vengono guidati e preparati fino ad essere gradualmente introdotti ai “Seminari residenziali”, dove possono sperimentare un vero e proprio sat-sanga vaishnava, nel contesto di un Tempio, con le Divinità, il canto dei Mantra, le lezioni di Shrimad Bhagavatam e di Bhagavad-gita. Questo “training” e questa educazione rivolti alle varie componenti della personalità, contribuiscono ad elevare sostanzialmente la qualità della vita dei corsisti in maniera duratura, promuovendo un vero e proprio “progresso coscienziale”, che in numerosi casi porta naturalmente a seguire le regole della vaidhi bhakti, a recitare regolarmente i Nomi Divini sul Japa-mala e anche a ricevere la sacra diksha.

Matsyavatara Prabhu, dopo aver sottolineato che il proprio primario intento è quello di creare vaishnava qualificati, ha spiegato che tutti gli iscritti all’Accademia posseggono i libri di Srila Prabhupada e molti di loro si rendono spontaneamente disponibili nell’offrire vari servizi nei Templi ISKCON. Al termine dell’esposizione, Jayapataka Maharaja, di fronte alle centinaia di persone presenti, ha consegnato a Matsyavatara Prabhu un attestato, quale riconoscimento ufficiale del “Miglior progetto mondiale per la diffusione del sapere vedico-vaishnava” complimentandosi ripetutamente per il successo e i risultati conseguiti. Ciò avveniva in maniera tutt’ altro che formale, molto sentita e densa di sincero apprezzamento, il quale è sfociato in un caloroso abbraccio tra i due sul palco, che ha pubblicamente suggellato la loro reciproca stima e amicizia. Numerosi sono stati i riscontri favorevoli che hanno seguito questa serata; complimenti, riconoscimenti e richieste di informazioni e approfondimento sono giunte da altrettanto numerosi devoti, che hanno assistito con grande attenzione e genuino apprezzamento a questo evento, il quale può essere per molti motivi definito “storico”.

30 gennaio 2009

'La potenza del nome di Krishna' di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

Cantare il nome del Signore purifica la nostra coscienza contaminata, origine di tutti i nostri problemi.

Una lezione tenuta a Montreal in Canada il 15 Giugno 1968 da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada Fondatore Acarya dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna.

Il movimento per la coscienza di Krishna ha lo scopo di risvegliare la nostra coscienza originale. Ora, a causa della nostra lunga associazione con la materia, la nostra coscienza si è contaminata, proprio come la pioggia si contamina quando cade dalle nuvole. Originariamente l’acqua è pura, distillata, ma appena cade sulla terra si mescola con molte cose sporche. Nello stesso modo, originariamente, come anime spirituali, la nostra coscienza è incontaminata, ma a causa della nostra attuale associazione con la materia, diventa contaminata; perciò vi sono molti tipi di coscienza. La discordia fra le persone è dovuta alla contaminazione delle coscienze. Io penso in un modo, tu pensi in un altro. Perciò non siamo d’accordo; ma originariamcnte la tua coscienza e la mia erano una sola. Cosa significa 'una sola'? Coscienza pura è pensare: 'Dio è grande ed io sono il Suo eterno servitore. 'Questa è coscienza pura. Non appena vogliamo imitare Dio o divenire artificialmente uno con Lui, inizia la contaminazione. Un verso bengali afferma:

krisna-bahirmukha hana bhoga-vancha kare
nikata-stha maya tare japatiya dhare

'Quando un’anima individuale dimentica la sua eterna relazione con Dio e cerca di dominare la natura materiale, questa condizione di oblio è chiamata maya o illusione'. Perciò ora, specialmente in quest’era, la dimenticanza della nostra etema relazione con Dio è molto forte, ma cantando il suono trascendentale Hare Krishna, il primo risultato è che il nostro cuore o la nostra mente sono purificati da ogni tipo di sporcizia. Questa non e un' affermazione teorica: è un fatto. Non è difficile cantare il maha-mantra Hare Krishna; sebbene esso sia in lingua sanscrita, tutti possono cantarlo. In questa riunione abbiamo cominciato a cantare e voi vi siete uniti a noi. Tutti i miei studenti sono americani. Nessuno di essi e indiano, ma tuttavia hanno imparato il mantra con grande facilità. Non è difficile e non costa niente. Allora che cos’è Hare Krishna? Hare significa l’energia del Signore e Krishna significa la Suprerna Personalità di Dio; perciò è una preghiera. Ci sono solo tre parole - Hare, Krsna e Rama — combinate in sedici parole:

HARE KRISHNA HARE KRISHNA
KRISHNA KRISHNA
HARE HARE
HARE RAMA HARE RAMA
RAMA RAMA HARE HARE

Vi chiediamo di fissare nella mente queste tre parole: Hare, Krisnna, Rama. Tutti possono imparare il mantra a mameria a cantarlo. E' universale. Se pensate: 'Oh, Krishna è il nome di un Dio hindu' - se avete delle obiezioni - allora non c'è bisogno che cantiate Krishna, ma dovete avere un nome per Dio. I Musulmani Lo chiamano Allah. Gli Ebrei Lo chiamano Jehovah. Non importa. Il Signore Caitanya afferma che ci sono milioni o bilioni di nomi di Dio. Se pensate che il nome Krishna non sia adatto, potete accettare qualsiasi nome. Non importa. ll nostro scopo è che cantiate il nome di Dio. E' molto difficile? Non è per niente difficile. ll Signore Caitanya afferma che vi sono innumerevoli nomi di Dio nelle diverse lingue, nei diversi paesi, nella diversa società ed 0gnuno di questi nomi ha la potenza di Dio stesso. Dio e' Assoluto: perciò non c'è differenza fra il Suo nome e Lui stesso. Nel mondo materiale, il mondo dalla dualità, c'è differenza fra il nome acqua e la sostanza acqua. Il nome acqua è differente dalla sostanza acqua. Se avete sete e cantate semplicemente: 'Acqua, acqua, acqua, acqua', non vi disseterete. Avete bisogno della sostanza acqua. Questa è la natura della materia, ma spiritualmante il nome Krishna o il nome Allah o il nome Jehovah hanno la stessa valenza della Suprema Personalità di Dio. Potete chiedere perché cantiamo specificatamente Hara Krishna. Questo nome era cantato dal Signore Caitanya, che introdusse questo movimento cinquecento anni fa in India. Seguiamo le orme dal Signore Caitanya. Poichè Egli cantava Hare Krishna, noi cantiamo Hare Krishna. ll Signore Caitanya raccomandava di cantare qualsiasi degli innumerevoli nomi di Dio. Non ci sono rigide regole per cantare. Non è che per cantare vi dovete preparare o studiare o abituare. No. Abbiamo cominciato a cantare e non eravate preparati, ma vi siete uniti a noi - avete battuto le mani con noi, avete danzato con noi. Non ci sono regole o regolamenti. Semplicemente cantate. E'
facilissimo. Mentre camminate potete cantare qualsiasi nome vogliate. A noi piace Krishna e cantiamo sempre:

HARE KRISHNA HARE KRISHNA
KRISHNA KRISHNA
HARE HARE
HARE RAMA HARE RAMA
RAMA RAMA HARE HARE

Mentre camminate per la strada, andate in autobus e perfino quando lavorate con le mani, potete cantare. Non c’e perdita da parte vostra, non spendete nulla, ma il guadagno è grandissimo. Perché non provate? Questo e ciò che vi chiediamo.


Il beneficio del canto.

ll beneficio e che gradualmente capirete chi siete. Tutta la civilta moderna si sviluppa secondo l’errata concezione che 'Io sono questo corpo'. Nello Srimad—Bhagavatam e detto che: 'Colui che va avanti identificando il corpo con il sè non e migliore di un asino o di una mucca'. ln realtà non siamo il corpo. Se cantiamo il mantra Hare Krishna, possiamo capire chi siamo. Appena capisco che non sono il corpo, le mie attività cambiano. Ora agisco con l’idea di essere il corpo. Poichè questo corpo e nato in un posto particolare, in un paese particolare dico: 'Sono americano', o indiano, o cinese, o tedesco e poiché questo corpo ha una relazione con una donna, accetto questa donna come moglie. Ci sono centinaia di migliaia di donne, ma quella che ha una relazione con questo corpo è mia moglie. Ci sono migliaia e milioni di bambini, ma quello che ha una relazione intima conquesto corpo lo chiamo mio figlio. Pertanto se erroneamente ci identifichiamo con questo corpo, anche la nostra identificazione con questo mondo e errata. La nostra reale identità, come stabilisce la letteratura vedica, e aham brahmasmi: 'Io sono Brahman'. Questo significa: 'Sono un’anima spirituale; non sono materia'. Il concetto errato che io sono il corpo deve essere rimosso. Naturalmente non è possibile per tutti capirlo, ma se lo capisce anche una percentuale della societa umana, moltissimi problemi saranno risolti. La soluzione di cosi tanti problemi e capire aham brahmasmi: 'Sono un’anima spirituale'. La Bhagavad-gita spiega come si attua la soluzione. Appena c’e questa realizzazione - aham brahmasmi - le altre cose ne vengono di conseguenza. Brahma bhutah prasannatma: uno diventa subito gioioso. Finché abbiamo il concetto della vita come corpo, non possiamo essere gioiosi. Siamo pieni di ansietà e appena comprendiamo 'Non sono questo corpo; sono un’anima spirituale', diventiamo gioiosi. Non ci sara ansia. Siamo pieni di ansia a causa del concetto della vita come corpo. Pensate ad un uomo che possiede una macchina molto costosa. Mentre guida, è attento ad evitare qualsiasi incidente che possa danneggiare la macchina. E' cosi in ansia. Un uomo che cammina per la strada invece non soffre della stessa ansia. Perché l’uomo che guida la macchina e cosi preoccupato? Perché si e identificato con la macchina. Se la macchina e danneggiata in un incidente, pensa: 'Oh, la mia macchina e rovinata; sono finito'. Sebbene egli sia diverso dalla macchina, pensa cosi a causa di questa errata identificazione. Nello stesso modo, poiché ci identifichiamo erroneamente con il corpo, abbiamo cosi tanti problemi. Pertanto se vogliamo risolvere i problemi della vita, dobbiamo capire che cosa siamo. Se non ci poniamo questa domanda, dobbiamo sapere che tutto cio che facciamo e destinato al fallimento, perché stiamo agendo con una coscienza errata. Nello Srimad-Bhdgavatam è detto: parabhavas tavad abhoda-jatah. Abodha-jatah si riferisce ad uno nato sciocco. Ognuno di noi e nato sciocco. Perché? Perché fin dall’inizio della vita pensiamo: 'Io sono questo corpo', sebbene non siamo questo corpo. Percio, secondo la civiltà vedica, uno deve prendere una seconda nascita. Una nascita e resa possibile dal padre e dalla madre. Quella è considerata una nascita animale. Janmana jayate sudrah. Ognuno per nascita è uno sudra, cioè appartenente alla classe più bassa, ma samskarad bhaved dvijah: 'Con questa nuova formazione, uno diventa nato due volte'. E che cos’e questa nuova formazione? Uno puo capire che cosa egli è. Poi, veda-pathad bhaved viprah: 'Dopo la seconda nascita, colui che cerca di comprendere la scienza spirituale, la scienza di Dio, e chiamato un vipra'. Vipra significa 'che ha una perfetta conoscenza'. lnfine, brahma janatiti brahmanah: 'Quando uno comprende di essere Brahman, un’anima spirituale, allora diventa un brahmana'. Forse avete sentito che in India i brahmana sono ritenuti gli uomini piu importanti della societa. Perché? Perché essi sanno: 'Io sono Brahman, non sono materia'. Comprendendo il Brahman, la vostra posizione sara prasannatma, 'piena di gioia'. Na socati na kcnksati: non vi lamenterete mai di alcuna perdita, ne bramerete alcun cosiddetto guadagno. Samah sarvesu bhutesu: vedrete ogni essere vivente allo stesso livello. Mad-bhaktim labhate param: in questo stato di realizzazione si puo comprendere Dio e la nostra relazione con Lui.

Comprendere la nostra identità.

Questo movimento per la coscienza di Krsna ha lo scopo di farci comprendere chi siamo. La risposta, naturalmente, e molto semplice. L’altro giorno tenevo una lezione in una scuola di dottrina. Feci venire avanti un ragazzino ed indicando le diverse parti del suo corpo, gli chiesi: 'Che cos’e questa?'. Egli rispose: 'E' la mia mano, è la mia testa, è la mia gamha, è il mio corpo, è la mia camicia, è la mia...'Allora gli chiesi: 'Dove sei tu? Stai dicendo ‘mio, mio, mio’, ma dove sei tu?'. Ognuno di noi puo capire chi è. Se tu chiedi a te stesso, 'Sono questa mano?' risponderai: 'No, questa è la mia mano. 'Sono questa gamba?' 'No, questa e la mia gamba'. 'Sono questa testa?' 'No, questa è la mia testa'. Allora, dove sei tu? Tu sei la persona che dentro di sé pensa: 'Questa è la mia mano, questa è la mia testa, questa è la mia gamba, questa è la mia camicia, questo è il mio cappotto. 'Pero hai mai visto questa persona? Tu pensi di aver visto tuo padre, tua madre, tuo figlio, ma hai visto il vero padre all’interno del corpo del padre? Hai visto il vero figlio all’interno del corpo del figlio? No. Allora l’intero tuo concetto di vita e dei problemi di questo mondo è errato. Perciò questo movimento e necessario oggi. Ceto-darpana-marjanam: il canto Hare Krishna purificherà la vostra mente. Bhava-maha-davagni-nirvapanam: non appena riesci a comprendere te stesso, allora tutti problemi - sociali, politici, economici ed ogni altro - saranno risolti. Sreyah-kairava-candrika-vitaranam: e gradualmente realizzerete la vostra vita trascendentale. La vostra vita trascendentale è piena di gioia. Ananda-mayo’bhyasat. Questa è la nostra natura. Noi desideriamo profondamente una vita piena di gioia, di felicità, ma non sappiamo come procurarcela. La nostra gioiosità è coperta dal nostro modo materiale di comprendere. Dobbiamo eliminare questa comprensione materiale: allora diverremo nuovamente felici.

La necessità di un'autorità.

Questo movimento è veramente scientifico. Abbiamo delle autorevoli asserzioni. Non potete rifiutare di obbedire alle autorità. Dall'inizio della vita, quando eri un bambino, chiedevi ai tuoi genitori: 'Madre, padre, che cos'è questo?'. Non puoi fare neanche un passo senza essere guidato da un'autorità. Sei guidato dall'autorità. Guidi la macchina rispettando le norme: 'Tieni la destra.' Perchè non ti rifiuti di obbedire? Dobbiamo obbedire all'autorità. La difficoltà sta però nello stabilire chi p l'autorità. Dobbiamo capire chi è realmente l'autorità. Autorevole è colui che non fa sbagli, non ha illusioni, non inganna e i suoi sensi sono perfetti. Questa è la definizione di autorità. Un'anima condizionata è sicura di commettere errori. Per quanto possa essere saggia, per quanto possa essere avanzata, deve commettere errori. Perciò diciamo: 'Errare è umano'. Tutti siamo soggetti all'illusione ed abbiamo la propensione ad ingannare. Perfino un bambino vuole ingannare. La madre chiede: 'Oh, che cos'hai in mano?'. Il bambino dice: 'No, mamma, niente'. sebbene la madre veda che ha qualcosa in mano. Quindi la propensione ad ingannare c'è. Soprattutto i sensi sono imperfetti. Sei orgoglioso dei tuoi occhi. 'Voglio vedere'. Cosa puoi vedere? Se la luce è spenta, la tua capacità di vedere sparisce immediatamente. Se non c'è il sole, la tua capacità di vedere è nulla. Possiamo vedere solo in certe condizioni: perciò la nostra capacità di vedere è imperfetta. Non puoi ottenere una conoscenza perfetta con i sensi imperfetti, con uno sforzo speculativo. Devi accettare l’autorita. Quando vuoi sapere chi è tuo padre, l’autorità è tua madre. La madre dice: 'Ecco tuo padre'. Devi accettare. Non puoi fare delle ricerche. Tua madre è l’autorità ultima per dirti chi e tuo padre. Nello stesso modo dobbiarno accettare un’autorità per ottenere una vera conoscenza. Se l’autorita non è un’anima condizionata, se è un’anima liberata, se non è un imbroglione, se i suoi sensi non sono imperfetti, se non fa sbagli, se non è in illusione - se ricevi la conoscenza da quella autorita, allora la tua conoscenza è perfetta. Questo è il processo. Abbiamo una letteratura autorevole: la letteratura vedica. Puoi metterla alla prova con i tuoi ragionamenti, con le tue discussioni, con le tue dispute filosofiche - con tutto. La religione, senza una base filosofica, senza una base scientifica, è sentimento. La religione basata sulla filosofia e sulla scienza è giusta. La Bhagavad-gita è un libro autorevole. Risponde facilmente a tutte le domande, a tutte le ricerche, a tutti i dubbi. Per esempio, in uno dei passi della Bhagavad-gita, il Signore Krsna dice:

sarva-yonisu kaunteya
murtayah sambhavanti yah
tasam brahma mahad yonir
aham bija-pradah pita

La letteratura vedica afferma che ci sono 8.400.000 specie di vita; acquatiche, piante, alberi, vermi, germi, uccelli, bestie e alla fine la specie umana. Cosi Krsna dice: 'Io sono il padre che dà il seme della vita a tutti gli esseri viventi'. Se capisci questo verso, allora puoi avere una qualche idea della fratellanza universale. Se vuoi realizzare una fratellanza universale, devi trovare il centro - il padre universale. Queste domande e risposte si trovano nella Bhagavad-gita. lnoltre noi abbiamo l'insegnamento della scienza di Dio: lo Srimad-Bhdgavatam. Questi libri sono destinati alla società umana. Se ti avvali della conoscenza impartita in essi e canti il mantra Hare Krishna, vedrai come la tua vita migliorerà, come diventerai ricco di conoscenza, pieno di beatitudine e come avanzerai nella vita eterna. Grazie molte.

25 gennaio 2009

'Otto Insegnamenti' di Sua Santità Radhanatha Swami - Londra, Giugno 2007.


1) Il canto del Santo Nome.
La prima cosa che dobbiamo fare la mattina appena svegli è cominciare immediatamente a cantare i Suoi santi nomi, è essenziale.

'Mio caro Signore, o Krishna, supremamente attraente, oggetto dell’amore di tutti, o Rama, ricettacolo di tutti i piaceri e di tutta la felicità, o Srimati Radharani, divina potenza di piacere, elargitrice di devozione, per favore impegnatemi al Vostro servizio, per favore impegnatemi al servizio dei vostri servitori'.

Dovremmo essere molto determinati a prendere rifugio nel Santo Nome, cantando non in modo ritualistico e casuale ma per prendere rifugio, perché Krishna è nel Suo nome. Dobbiamo sederci e fissare realmente la nostra attenzione sul nome di Krishna lasciando che questo nome purifichi i nostri cuori. Niente intorno a noi dovrebbe disturbarci in alcun modo. In realtà dovremmo cantare sul nostro japa evitando accuratamente di avere qualsiasi altra cosa da fare durante il canto – altrimenti non si può cantare con attenzione. E Krishna Si rivela secondo il modo in cui ci si rivolge a Lui. Se farete molte altre cose mentre cantate il japa, anche il nome di Krishna farà molte altre cose invece di rivelarSi a voi. Dovreste solo sedervi e cantare. In realtà dovremmo farlo in quel momento della giornata in cui questa è l’unica priorità. Questo è molto importante. Con il canto ci purifichiamo da tutto ciò che occupa la mente. Ad ogni sillaba di ogni nome dovremmo desiderare molto intensamente di purificare la nostra mente concentrandola su questa vibrazione sonora. Il nome di Dio è potente quanto il fiume Gange, esso lava il cuore da tutte le inclinazioni a peccare, da tutti gli attaccamenti dannosi. Krishna è una persona e il Suo nome è una persona. Per cui quando cantiamo, trattiamo direttamente con una persona, non con una vibrazione. Perciò dovremmo cantare con molto rispetto, con grande attenzione, per soddisfare quella persona. Se siamo coscienti di questa realtà, di questa verità, come sarà meraviglioso il nostro canto, come sarà sincero e pieno di devozione. Quando cantiamo veramente in uno stato di coscienza pura, allora siamo direttamente alla presenza di Radha e Krishna, del Loro seguito di tutti gli acarya e di tutti gli altri in un sentimento di reciprocazione. Considerate questo maha-mantra come tutta la nostra vita, da cantare con grande attenzione e con sentimento, avendo fede che questo maha-mantra è la medicina che porterà via dal cuore tutte le malattie dovute all’ignoranza, che questo Maha-Mantra Hare Krishna è il mezzo per trasportare la nostra coscienza verso l’eterno regno spirituale di Vrindavan.

2) Sri Guru.
Dobbiamo solo pregare e sforzarci di essere strumenti nelle mani misericordiose del nostro guru e dei nostri acarya e offrire il nostro amore a Krishna mostrando amore per i loro servitori. Si inizia con l’amore che ci scambiamo l’uno con l’altro. Il maestro spirituale è il rappresentante di Krishna: noi impariamo quello che vuole Krishna dal Suo umile servitore, il guru. Discepolo significa disciplina. Un devoto è sempre pronto, disponibile a fare qualsiasi cosa. Non pensa: posso farlo o non posso farlo. È pronto ad offrire la sua vita per cercare di eseguire gli ordini del suo maestro spirituale. Gli ordini del maestro spirituale devono essere la vita e l’anima del discepolo. Se abbiamo la volontà di seguire le istruzioni non c’è limite a quello che il guru e Krishna possono compiere per mezzo delle nostre vite. Le nostre debolezze non sono dovute alle nostre incapacità, le nostre debolezze sono dovute alla nostra riluttanza ad accettare l’autorità del nostro guru e di Krishna. Srila Prabhupada spiegava: insieme ad ogni istruzione viene data la forza per poterla eseguire. Qualche volta il maestro spirituale soffre di malattie e di ansietà a causa dei peccati dei suoi discepoli, ma questo avviene per compassione. Perciò il nostro amore dovrebbe essere tale da offrire veramente i nostri cuori e le nostre anime per vivere secondo il volere di guru e Krishna. Questo è amore. Perché dovremmo far soffrire chi ci ha dato così tanto? Questo dovrebbe essere il nostro stato di coscienza. Siamo discepoli autentici? Sono arreso? Sono sottomesso? Sono umile? Sto servendo? L’ordine del mio guru è la mia vita e la mia anima? A questo livello, si può ricevere la misericordia che proviene dal maestro spirituale. Se tu vivi davvero con serietà secondo le qualità proprie di un discepolo, che ispirato si impegna sotto l’appropriata direzione di un maestro spirituale autentico che rappresenta Krishna, sicuramente tornerai dai Dio.

3) Associazione coi devoti.
Noi diventiamo come coloro con cui ci associamo. L’associazione ha un ruolo molto importante nella nostra vita. La nostra associazione, il tipo di associazione che possiamo offrire agli altri, dipende completamente da coloro con cui ci associamo. Perciò dovremmo associarci con Krishna per mezzo del Suo nome, cantando:

HARE KRISHNA HARE KRISHNA
KRISHNA KRISHNA
HARE HARE
HARE RAMA HARE RAMA
RAMA RAMA HARE HARE

Dovremmo associarci sempre molto volentieri con quei devoti che ci incoraggiano – sia con le parole sia con le azioni – a prendere sempre rifugio nel nome di Krishna. Qualche volta tra noi ci trattiamo come fanno le persone comuni ignorando il valore di un devoto, di guru e Krishna. Srila Prabhupada diceva che c’erano voluti secchi e secchi del suo sangue per portare una persona alla coscienza di Krishna. Quanto valore si dovrebbe dare a quella persona. Quanto dovremmo preoccuparci che questa non se ne vada. Se abbiamo questa comprensione dell’importanza dell’associazione con i devoti e se possiamo in un modo o nell’altro raccogliere lo spirito dei grande acarya cercando di essere strumenti della loro compassione, allora quale meravigliosa, meravigliosa società di devoti felici avremo. Essere coscienti di Krishna nel Kali-yuga è una lotta – infatti nel Kali-yuga è una battaglia fare qualsiasi cosa buona – ma Srila Prabhupada ci ha dato la via indicata da Sri Caitanya Mahaprabhu, in cui questa lotta è piena di gioia – se siamo in buona associazione. Perciò per tutti noi, sia individualmente sia collettivamente, è veramente una necessità realizzare una buona associazione. L’unione fa la forza. Abbiamo un disperato bisogno di associarci con i devoti, sia che siamo avanzati sia che siamo principianti. Dobbiamo associarci con i devoti. Anche i più avanzati tra i devoti sono sempre umili e accettano la guida degli altri devoti. E maya in questo mondo è molto forte. A qualsiasi livello siamo nella coscienza di Krishna, ci saranno problemi e quando arriva un problema, abbiamo bisogno dell’associazione dei devoti. E in un modo o nell’altro, se ci allontaniamo dall’associazione dei devoti, ci allontaniamo dal ricevere aiuto dagli altri Vaisnava, allora saremo fragili e maya potrà catturarci facilmente. Nessuno può diventare cosciente di Krishna senza associarsi con i devoti. Prabhupada spiegava che chiunque pensi di poter essere cosciente di Krishna senza associarsi con i devoti è preda di un’allucinazione, di un’illusione. E’ semplicemente impossibile. Nella misura in cui t’impegni ad aiutare gli altri a risolvere i loro problemi, nella stessa misura Krishna risolverà i tuoi. Cerca di riconoscere sempre quello che c’è di buono in ogni devoto. Servendo i devoti otterremo la misericordia di Krishna – e questa misericordia è la nostra unica speranza. Se tutti sono in questo spirito di umiltà e di servizio verso gli altri – cercando d’incoraggiare, cercando di capire, cercando di sollevare gli altri – allora è Vaikuntha. Allora questa relazione d’amore è basata sulla nostra disponibilità a servirci l’un l’altro con affetto e rispetto – aiutandoci l’un l’altro ad amare Krishna in ogni modo possibile.

4) Soddisfare il Guru.
In questo mondo nessuno può offrire un servizio più grande di quello di servire coloro che sono impegnati nella la missione del Signore. Non c’è modo migliore di soddisfare Srila Prabhupada di quello di aiutarlo nella sua missione di dare la coscienza di Krishna agli altri. Prabhupada diceva: come io ho dato a voi la misericordia senza causa di Krishna, voi dovreste aiutarmi a dare questa misericordia senza causa agli altri. Il fondamento di tutta la nostra missione è molto semplice: servire il guru e i Vaisnava, cantare insieme i Santi Nomi e diffondere le glorie del santo nome in qualsiasi modo. La nostra missione di devoti è quella di condividere la compassione del nostro Guru Maharaja con gli altri, aiutandoci l’un l’altro nel dare la coscienza di Krishna alle persone sfortunate. Lavorando insieme con spirito di cooperazione sviluppiamo fra noi un amore reciproco. L’amore dell’uno per l’altro e per Krishna crescerà nei nostri cuori. Il vero segreto per compiacere Krishna è essere servitore del servitore e il vero segreto per compiacere il maestro spirituale è essere servitore del servitore. Se mi amate, dovete amare, servire e soddisfare i miei devoti. Ciò che soddisfa il guru è il nostro servizio ai Vaisnasva in un appropriato stato di umiltà e devozione. Per tutti i nostri guru, la missione della loro vita è quella di compiacere Prabhupada e quello che soddisfa Prabhupada è avere una meravigliosa famiglia di Vaisnava che tutti onorino, rispettino e siano uniti sotto la sua gloria. E non c’è niente che possa soddisfarmi più di questo.
Se seguiamo le istruzioni del maestro spirituale, dovremmo sapere che siamo alla sua presenza nel modo più intimo – anche se non a livello fisico in questo mondo. Avvertiremo la sua presenza intimamente e direttamente, se eseguiremo la sua volontà.

5) La compassione.
Narada Muni, grande paramahamsa Vaisnava, sente una grande compassione e pena nel suo cuore nel vedere chiunque stia sprecando la sua preziosa energia umana in ciò che non porta alla vera soluzione di tutti i problemi del mondo, cioè al risveglio della propria coscienza originale di Krishna o coscienza spirituale. La mia motivazione più sincera è essere uno strumento della compassione di Srila Prabhupada assistendolo nella missione di offrire a questo mondo il gioiello più prezioso: l’amore per Krishna. La nostra missione di devoti è di condividere la compassione del nostro Guru Maharaja con altri. Aiutarci l’un l’altro nel dare la coscienza di Krishna alle persone sfortunate. Lavorando insieme in cooperazione, sviluppiamo amore reciproco, l’amore dell’uno per l’altro e per Krishna crescerà nel nostro cuore. Non dovreste pensare di essere voi che siete misericordiosi, ma dovreste pensare che voi siete uno strumento per portare questa compassione agli altri e questa è la vostra compassione. E se siete disposti a farlo, questa è l’espressione della vostra sincerità, perché l’ordine del Signore Caitanya e di Srila Parbhupada è di offrire questa compassione, sia che ve la sentiate o no. E questa attitudine permetterà alla misericordia del Signore di fluire attraverso la vostra vita per liberare le persone che soffrono e ciò vi renderà molto cari a Krishna. Vera compassione significa ricollegare le persone con Krishna.
E questo desiderio è risvegliato dal ricordo di Krishna. Krishna è straordinariamente misericordioso. Quando ci associamo con Krishna diventiamo ricettacoli, strumenti della Sua misericordia.

6) La misericordia.
Quando una persona riceve la misericordia del guru, che è l’intimo servitore di Krishna e Suo rappresentante, naturalmente Krishna concede la Sua misericordia a quella persona. Perciò essere il servitore del servitore del Signore, con cuore sincero e un’appropriata motivazione, è veramente l’unico modo per poter ricevere la misericordia del Signore. Allora perché diciamo che la misericordia è senza causa? Anche se offriamo tutta la nostra vita, cosa ci meritiamo? Cosa abbiamo dato? Stiamo semplicemente rendendo il nostro cuore e la nostra mente adatti a ricevere e ad accettare la Sua misericordia senza causa. Ma quella misericordia è sempre senza causa. Egli ci dà una vita eterna piena di felicità e conoscenza. Il Signore Brahma disse: 'Krishna! Dammi la Tua misericordia, altrimenti non posso vivere'. Bhaktivinoda Thakura spiega che questo è il modo in cui dovremmo avvicinare il nostro maestro spirituale, che è il rappresentante di Krishna: 'La Tua misericordia è tutto ciò che ho'. Questa è intelligenza, avere questa realizzazione: se tutto accade per la misericordia di Krishna, siamo impotenti e subordinati. Cercate di capire che senza la misericordia di Krishna e dei Vaisnava siamo incapaci di fare qualsiasi cosa. Dovremmo sapere che la nostra posizione non è molto forte, che dipendiamo dalla misericordia di guru e Krishna. Come Prabhupada e Krishna vi hanno dato questa misericordia senza causa, così voi dovreste aiutarli a dare agli altri questa misericordia senza causa. Prabhupada diceva: come io ho dato a voi la misericordia senza causa di Krishna, voi dovreste aiutarmi a dare questa stessa misericordia agli altri. Quando raggiungiamo la perfezione, diventiamo strumenti della misericordia di Dio in questo mondo, dove non dobbiamo avere alcun altro ego tranne quello di servire il Signore, di essere canali che portano la gentilezza di Dio agli altri per estinguere la loro sete. La misericordia del guru ci arriva grazie alla sua benevolenza e alle sue istruzioni e quando ci arrendiamo alla più importante di tutte le istruzioni – il canto congregazionale del Santo Nome di Krishna - allora Krishna può potenziarci a fare ogni cosa, qualsiasi cosa. Niente è impossibile per colui che riceve la misericordia di Guru e Gauranga. L’unica qualifica per ricevere la misericordia del Signore è il desiderio di accettarla, questo è tutto.

7) Gli ostacoli.
Advaita Acarya al Signore Caitanya disse: 'Tutti gli ostacoli sono Tuoi servitori'. Possiamo pensare che dalle nostre situazioni familiari possano sorgere degli ostacoli. Lasciatemi aspettare fino a che questi ostacoli vengano rimossi, allora mi sottometterò alle istruzioni di Gurudeva. Allora mi sottometterò ad un vero sadhana e lo assisterò nella sua missione di predica. Ma c’è soltanto un momento – e questo è ora – perché gli ostacoli ci saranno nascita dopo nascita dopo nascita. Sulla via di ritorno a Dio, nonostante gli ostacoli, dobbiamo avere la determinazione di eseguire il nostro servizio. Perciò un devoto accetta volentieri qualsiasi ostacolo, sapendo che quello che Krishna manda in realtà è necessario alla sua vita per purificare la sua anima – altrimenti, perché Krishna lo permetterebbe? Srila Prabhupada diceva che la coscienza di Krishna è semplice per i semplici e complicata per i complicati. Nella nostra vita, fintanto che siamo sotto l’influsso di maya a qualsiasi livello, in ogni momento può esserci un’innumerevole varietà di ostacoli al nostro servizio devozionale. Fintanto che siamo impegnati in attività materialistiche ci saranno sempre reazioni caratterizzate da inconvenienti e difficoltà. Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura era molto deciso su questo principio: c’è un unico problema – che è la mancanza della coscienza di Krishna – e c’è un’unica soluzione – che è la coscienza di Krishna. Quando c’impegniamo nella coscienza di Krishna, a causa dei nostri precedenti condizionamenti e dell’ambiente che ci circonda, ci saranno moltissime difficoltà e moltissimi ostacoli. E tuttavia Srila Prabhupada, nella sua condizione di anima liberata, spiegava quanto fosse semplice la coscienza di Krishna: 'Cantate Hare Krishna e sarete felici'. Se solo ci credessimo, tutti i problemi della nostra vita si risolverebbero. Se non ci sono difficoltà, non c’è lo stimolo a mostrare veramente la nostra sincerità a Krishna o ad arrenderci. Quando ci sono delle difficoltà nella nostra pratica della coscienza di Krishna, queste sono una prova per verificare se stiamo agendo veramente per Krishna o se stiamo agendo per noi stessi. Le difficoltà che sopraggiungono sono in realtà delle opportunità per dimostrare la nostra sincerità e la nostra dedizione. Ed è attraverso le prove, è attraverso le difficoltà che noi possiamo fare veramente il più grande avanzamento spirituale. Pigrizia ed Egoismo. Ci renderemo conto che praticamente tutto potrebbe essere risolto se solo fossimo molto attenti ad evitare questi due ostacoli. Pigrizia significa indolenza, negligenza – e maya ci attaccherà in questo modo. Ci sono moltissimi ostacoli, ma fintanto che saremo impegnati Krishna ci proteggerà. Maya cercherà di farci deviare gradualmente dai principi basilari, passo dopo passo. Proprio fin dall’inizio dobbiamo lottare contro questo. Dobbiamo stare sempre in guardia, non possiamo diventare pigri spiritualmente. Dobbiamo essere molto, molto diligenti e cauti nel stare in guardia contro la pigrizia spirituale. E dobbiamo anche essere molto attenti a guardarci dall’egoismo. Anche quando la più grande delle catastrofi o il più grande degli ostacoli sopraggiunge nella vita di un devoto, alla fine per volere di Krishna, questi portano al devoto un maggior potenziamento. Il devoto riceve una maggior quantità di misericordia per compiere la sua missione. Perciò i devoti non temono le difficoltà. Attraverso il perdono, attraverso la compassione, attraverso la preghiera e attraverso la devozione per Krishna possiamo davvero superare tutti gli ostacoli. Possiamo superare tutte le tendenze alla discordia e all’ipocrisia anche in questa era del Kali-yuga. Per la misericordia del Signore Caitanya Mahaprabhu possiamo superare tutti gli ostacoli, interni ed esterni.

8) Il tempo.
In questa stessa vita, se semplicemente ci dedichiamo ad essere il servitore del servitore dei servitori del Signore Caitanya Mahaprabhu, potremo certamente tornare a casa, a casa nel mondo spirituale, al di là del tempo, al di là delle nascite e delle morti ed entrare nei divertimenti eterni del Signore. Qual è il prezzo? Solo questo brevissimo, insignificante periodo della nostra esistenza in questa forma umana se la dedichiamo esclusivamente a questo scopo. Noi esseri umani siamo così miseri, così sfortunati: non lo faremo, ci vuole del tempo. Ma che cosa è il tempo? Che cosa sono 10, 20, 30, 40 anni se si comprende cosa è il tempo eterno? 100 anni non sono nulla. Perché dovremmo essere impazienti? Se sprecate anche un solo momento, rischiate di sprecare la vostra vita. Un istante perso non può mai essere recuperato. Srila Prabhupada spiega quanto il tempo sia prezioso e potente in questo mondo materiale. Nell’esistenza materiale il tempo controlla tutti e tutto. In ogni secondo per il potere di Krishna sul tempo siete divorati. Ma nel mondo spirituale il tempo non ha controllo su niente e su nessuno, esiste semplicemente per facilitare la meravigliosa varietà dei lila e dei divertimenti tra il Signore e i Suoi devoti. Gestire il tempo è il modo migliore di gestire la vita. Domani vuol dire mai, perciò l'unico momento per diventare coscienti di Krishna è ora. Per un essere umano il più grande danno, la più grande tragedia di tutta la creazione è sprecare anche un solo momento senza ricordarsi di Krishna, perché istante dopo istante dopo istante la nostra vita è consumata dal tempo. Come fa maya a sottrarci la nostra vita? Non ci porta via la nostra vita tutta insieme, ce la sottrae un secondo per volta. Secondo dopo secondo Maya distoglie la nostra attenzione da un attento canto del Santo Nome, dalla vita pura della coscienza di Krishna. E noi dobbiamo essere veramente molto coscienti in ogni momento, perché arrendersi a Krishna comporta uno sforzo momento dopo momento. Con ogni alba e ogni tramonto siamo un giorno più vicini alla morte, ma per coloro che ascoltano e cantano le glorie del Signore, con ogni alba e ogni tramonto siamo un giorno più vicini alla vita eterna. Perciò il tempo è l’amico del devoto, perché il tempo è Krishna, ogni momento ci avvicina sempre più al mondo spirituale. Non abbandonate mai il sentiero della Bhakti. Srila Prabhupada per la sua misericordia ci ha indicato un modo di vivere per cui 24 ore al giorno possiamo essere impegnati nella coscienza di Krishna. Non sprechiamo nessun momento. Non permettiamo alla nostra mente e ai nostri sensi di vagare. Ogni momento usato al servizio di Krishna ha un illimitato valore eterno.
Non sprecate neanche un momento di questo tempo prezioso.




Sua Santità Radhanatha Swami e Sua Grazia Matsyavatara Prabhu.